il Pronto Soccorso di Taormina

Taormina. A pochi giorni ormai dalla conclusione dell’anno il Pronto Soccorso di Taormina ha raggiunto il dato degli accessi in reparto del 2018. Lo scorso anno, infatti, gli accessi dell’utenza erano stati 24 mila e ora, alle porte di Natale, il PS fa registrare un’analoga statistica. Oltre i semplici numeri si conferma, dunque, un dato reale che evidenzia la mole di lavoro in atto nel reparto di contrada Sirina che rappresenta il “cuore pulsante” dell’ospedale San Vincenzo, dove il personale medico ed infermieristico è chiamato ad un impegno similare a quello delle grandi città.

Effetto Giarre. Nel reparto diretto dal dott. Mauro Passalacqua, arrivano non soltanto i pazienti della zona ionica ma in modo, sempre più significativo, tanti utenti dei centri abitati dell’hinterland etneo. La riapertura del presidio di Giarre tarda a concretizzarsi, l’incertezza continua ed è difficile dire quando potrà essere riattivato il Pronto Soccorso etneo chiuso il 27 aprile 2015. Così Taormina rimane punto di riferimento e approdo giornaliero di tanta gente che non ha alternative e si reca al “San Vincenzo” sia per emergenze sia per casistiche più “leggere”, in un contesto nel quale si determinano accessi senza pause nell’arco continuativo delle 24 ore.

Emergenze e non. Si va dalle richieste in codice “rosso” a quelle dove per problemi minori l’utenza decide, in qualsiasi evenienza, di raggiungere l’ospedale: capita in alcuni casi che ci sia pure chi si fa registrare al triage e poi anche tenendo conto del dover attendere alcune ore, nelle situazioni ovviamente non di emergenza (chi accusa ad esempio mal di denti, mal di testa o patologie non necessitanti insomma di particolari cure), decide di tornare a casa.

Vigilanza armata. L’elemento positivo dell’anno che sta per andare in archivio è la presenza quotidiana, h24, da parte della vigilanza armata che è in attività al Pronto Soccorso di Taormina e che ad oggi è prevista almeno sino al 16 gennaio a seguito di apposita procedura effettuata dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina. Una presenza ormai imprescindibile per continuare a garantire una maggiore sicurezza e serenità sia gli operatori medici ed infermieristici sia all’utenza, in un contesto dove molteplici fattori, come la tensione delle lunghe attese ma soprattutto i comportamenti di soggetti con problemi comportamentali ed attitudini violente, hanno spesso determinato momenti di paura al Pronto Soccorso.

Servizio da confermare. A luglio c’era stata l’aggressione da parte di un disabile psichico al primario, dott. Passalacqua, qualche tempo dopo in un’altra circostanza è stato inoltre arrestato un uomo che si era scagliato contro il personale medico e gli operatori del Servizio 118. Per questo c’è bisogno che la vigilanza armata rimanga al proprio posto e venga confermata anche dopo il 16 gennaio.

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