il primario del Ccpm Taormina, Sasha Agati

Taormina. “Il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina ha invertito quella che era la situazione dei viaggi della speranza. Un tempo si andava quasi sempre al Nord, oggi qui abbiamo una realtà importante ed anzi il 20% dei pazienti del Ccpm non sono pazienti siciliani, arrivano molto spesso dalla Calabria ma c’è anche una parte di utenza proveniente da altre regioni come Lazio e Puglia”. Lo ha dichiarato il dott. Sasha Agati, primario del Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, struttura che si avvia verso la conferma dell’accordo tra la Regione Siciliana (per il tramite dell’Asp Messina) e l’ospedale “Bambino Gesù” di Roma (che gestisce il centro) per altri 2 anni.

Verso la firma. L’apposita convenzione potrebbe essere firmata all’inizio del nuovo anno e rimane soltanto da ratificare, mettendo nero su bianco, un’intesa già raggiunta e confermata anche nel corso di una recente visita a Taormina del presidente del “Bambino Gesù”, Mariella Enoc. Intanto il Ccpm continua la sua attività senza sosta e fa registrata dati significativi che rendono l’idea sull’impegno della struttura che rappresenta un punto di riferimento in Sicilia e al Sud per il trattamento dei piccoli pazienti con problemi cardiologici.

Inversione di tendenza. “I viaggi di speranza che un tempo si effettuavano in modo consistente per assenza di fiducia o perché si riteneva che altrove c’è magari un ospedale migliore – ha detto il dott. Agati – possiamo ragionevolmente dire che si sono ridotti. E’ chiaro che anche adesso alcune persone si spostano perché hanno un parente o un conoscente, e fanno legittime valutazioni personali in piena libertà, ma qui c’è una struttura che fa numeri di tutto rispetto e che rappresenta con i suoi tanti professionisti un’eccellenza e un punto di riferimento nel Sud Italia”.

I numeri. “I ricoveri annui al Ccpm sono oltre 500, il dato annuo di interventi si attesta ormai sui 180 e se teniamo conto anche degli anni precedenti la forbice è tra un minimo di 150 ed un massimo di 200. Si effettua un quantum rilevante di esami diagnostici e la parte interventistica è operativa per 24 ore al giorno, disponiamo di una sala operatoria e una di emodinamica completamente dedicate alle cardiopatie congenite”.

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