le entrate tributarie del Comune

Taormina. “Al momento ci sono 12 milioni di euro che dovrebbero essere nella disponibilità del Comune di Taormina e che sono invece nelle mani dei contribuenti. Bisogna cercare di farli rientrare e anche per questo abbiamo predisposto l’avvio di procedure per il recupero coattivo”. Parole e numeri che fanno rumore, così si è espresso il 23 dicembre scorso in Consiglio comunale l’assessore alle Politiche Finanziarie, Alfredo Ferraro, nel suo intervento in aula sulla situazione delle entrate tributarie del Comune di Taormina, nell’ambito della discussione sul bilancio pluriennale 2020-2021 e nello specifico sull’esercizio 2019.

Tutti i numeri. “Sono state quantificate, in tal senso, 17 milioni 887 mila euro di entrate di nature tributarie per l’ente locale – ha spiegato Ferraro – di cui per l’Irpef un gettito consolidato di 848 mila euro (aliquota dello 0,7% in base alle disposizioni date dal Consiglio comunale nel 2015), e poi c’è la Iuc (Imposta Unica Comunale), dove il gettito stimato in sostanza si riferisce all’Imu per 5 milioni e 600 mila euro, la Tasi per 17 milioni di euro e la Tari 3 milioni e 669 mila euro con la copertura integrale del costo del servizio di raccolta rifiuti. Mentre per la tassa di soggiorno è stata stimata un’entrata annuale complessiva di 3 milioni e 200 mila euro”. Vi sono, quindi, gli 836 mila euro di ticket parcheggi (che viene riscosso da Asm e poi versato al Comune) ed altre entrate minori, come ad esempio 45 mila euro per la pubblicità ed i permessi a costruire per un ammontare di 207 mila euro, 406 mila euro dal parcheggio Porta Pasquale”.

Morosità milionarie. “A quei 17 milioni di euro di entrate tributarie dobbiamo purtroppo aggiungere che tra i residui ci sono ben 12 milioni e 142 mila euro. Solo questo titolo tra competenze e residui varrebbe, in tutto, 30 milioni di euro complessivi ma 12 milioni sono stati lasciati sin qui in mano ai contribuenti. Tutti soldi che appartengono al Comune e per i quali dovremo attuare un’azione risolutiva di riscossione. Non è possibile avere ancora queste cifre così significative”, ha aggiunto Ferraro.

Arretrati da riscuotere. Ma non è finita qui, perché Ferraro ha anche fatto riferimento ai cosiddetti “residui attivi”, che vengono calcolati alla fine di ogni anno all’interno del bilancio consuntivo, con la differenza cioè tra gli accertamenti (ovvero le entrate che si prevedono di incassare a inizio anno) e le riscossioni (ovvero le entrate poi effettivamente incassate). “Abbiamo un arretrato di residui attivi da riscuotere – ha detto l’assessore – per 7 milioni e 433 mila euro ma se ci mettiamo in regola con tutte le procedure questa cifra si può far rientrare”.

© Riproduzione Riservata

Commenti