Mauro Passalacqua, ex sindaco di Taormina

Taormina. Un interessante retroscena è stato svelato dall’ex sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua, sulle vicende del casinò di Taormina, aperto negli Anni Sessanta ma poco tempo chiuso e mai più riaperto (mentre in modo anomalo sono sempre rimaste aperte le quattro case del gioco del Nord-Est italiano)

Le velleità di Taormina. L’ex primo cittadino di Taormina, attuale primario del Pronto Soccorso dell’ospedale di Taormina e presidente in carica del Consorzio Rete Fognante, ha rivelato di aver incontrato a Roma – nel periodo in cui era sindaco della Perla (tra il 2008 e il 2013) – Antonio Fosson. “Questi – racconta Passalacqua – un giorno al Senato mi disse che i Casinò portano solo usura e prostituzione, quindi Taormina doveva rinunciare alle sue velleità. Gli risposi che allora doveva far chiudere Saint Vincent subito. Penso si offese”. Un vero e proprio siluro, insomma, da parte di Passalacqua a Fosson.

Il governatore dimissionario. Antonio Fosson è il presidente dimissionario della Regione Valle d’Aosta. Si è dimesso il 14 dicembre scorso dopo l’avviso di garanzia ricevuto per l’ipotesi di reato di “scambio elettorale politico mafioso”, in merito a un’inchiesta sul condizionamento delle Regionali 2018 da parte della ‘Ndrangheta. Politico di lungo corso, 68 anni, ex senatore, medico chirurgo in pensione dal 2011, Fosson è stato a lungo punto di riferimento in Valle d’Aosta per Comunione e liberazione e noto anche come Sentinella in piedi. Alle elezioni del 2018, con una lista autonomista di centro, è stato rieletto in Consiglio regionale con 1.437 preferenze. Prima di diventare governatore (un anno fa, dopo la caduta di un esecutivo a trazione leghista), è stato anche presidente del Consiglio regionale. Anche gli assessori Laurent Viérin (Turismo e beni culturali, ex presidente della Regione) e Stefano Borrello (Opere pubbliche) hanno annunciato le proprie dimissioni. Il consigliere Luca Bianchi, invece, ha deciso di lasciare l’incarico di presidente di commissione e di capogruppo dell’Union valdotaine. Tutti e tre sono indagati – insieme a Fosson – per scambio elettorale politico mafioso. La Direzione distrettuale antimafia di Torino contesta a Fosson e ad altri tre indagati, come detto, l’accusa di “uno scambio elettorale politico-mafioso”, che avrebbe condizionato le elezioni regionali del 2018 in Valle d’Aosta. “Sottolineo con forza la mia totale estraneità rispetto ai fatti”, ha detto Fosson, che intanto si è dimesso.

Il boom dei parcheggiatori. Dunque Passalacqua torna sulle discusse (e discutibili) vicende del casinò di Taormina, riguardo il quale la politica italiana ha sempre osteggiato l’opportunità di una riapertura – tutelando invece le case da gioco del Nord-Est – e aggiunge un altro particolare sul suo incontro con Fosson: “Mi spiegava che i parcheggiatori del Casinò arrivavano a oltre 5000 euro al mese”.

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