il Capalc di contrada Sant'Antonio

Taormina. Ultimo bivio in vista per il Capalc di contrada Sant’Antonio. L’immobile più costoso del patrimonio comunale di Taormina, inutilizzato e ridotto da ormai oltre 30 anni in stato di abbandono e degrado, potrebbe essere infatti oggetto di una interlocuzione all’inizio del nuovo anno con la Cassa Depositi e Prestiti per verificare la reale fattibilità di una cessione del bene alla CdP.

La chance. L’occasione per verificare la percorribilità effettiva di questa soluzione, che viene ipotizzata già da qualche tempo negli ambiente di Palazzo dei Giurati, arriverà a breve in occasione di un incontro con la CDP per un altro tema di rilievo. Nel nuovo anno si terrà un incontro che gli amministratori di Taormina, insieme a quelli di Castelmola, Letojanni e Giardini, avranno quanto prima a Roma per ottenere i fondi necessari alla progettazione degli interventi da 37 milioni che i quattro comuni vogliono realizzare tramite il Masterplan per cambiare volto alla viabilità del comprensorio. In quella stessa occasione la discussione si potrà allargare anche all’opportunità per il Comune di Taormina di capire se sia sul serio percorribile l’ipotesi di un’intesa per la dismissione del Capalc. Una soluzione quasi obbligata ormai per il Comune di Taormina per cercare almeno di ricavare delle risorse da un immobile che al momento non produce nulla e si sta deprezzando sempre di più.

Salvare il salvabile. L’idea che prende quota è quella che porta alla dismissione per fermare il depauperamento di un immobile senza identità e senza un avvenire che rischia sempre più di svalutarsi. L’immobile è stato valutato dal Comune anche nel piano di valorizzazione e alienazione dei beni, esitato lo scorso novembre in Consiglio comunale, ben 22 milioni 735 mila euro se dovesse essere posto a nuova destinazione urbanistica. Nel dettaglio, il valore di mercato dell’edificio, secondo apposito certificato di collaudo, è di 8 milioni 728 mila euro mentre il valore dell’area è di Un milione 720 mila euro, per un totale di 10 milioni 448 mila euro. Ma nelle condizioni attuali chi investirebbe queste cifre per comprare il Capalc? Nessuno.

Deposito di scartoffie. E allora diventa necessaria una soluzione risolutiva in tempi stretti per cercare di risolvere la questione provando a salvare il salvabile su un immobile che la casa municipale non ha i fondi per poter ristrutturare il Capalc, che intanto pare destinato almeno in via provvisoria a diventare un “deposito di scartoffie”, come rivelato di recente in Consiglio dell’assessore al Patrimonio, Alfredo Ferraro.

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