Taormina di nuovo a rischio default

Taormina. “L’ipotesi di dissesto finanziario del Comune di Taormina, in questo momento, non appare credibile, né è presa neanche in considerazione dal Collegio dei revisori, nonostante il parere sia negativo. Questa Amministrazione è stata capace di mettere su un piano di credibilità le azioni da svolgere per uscire dalla crisi”. Lo afferma l’assessore alle Politiche Finanziarie, Alfredo Ferraro, che così allontana lo spettro del default per il Comune, dopo il recente parere negativo espresso dai revisori al bilancio sul bilancio pluriennale.

Politiche discutibili. “Le dichiarazioni su un probabile e imminente fallimento del Comune di Taormina da parte di alcuni esponenti politici – afferma Ferraro – possono generare preoccupazione tra i cittadini. Le innovazioni normative continue e la complessità di un bilancio comunale, del resto, rendono ostica la materia agli stessi addetti ai lavori. È il caso quindi di fare un po’ di chiarezza, anche per non cadere nella trappola dei rimbalzi di accuse di responsabilità tra le forze politiche. L’attuale situazione di crisi del Comune deriva, senza dubbio, da discutibili politiche di Bilancio attuate non soltanto nell’ultimo quinquennio ma in epoca anche precedente. Essa sembra avere assunto rilevanza a seguito dei pareri negativi resi dal Collegio del Revisori sugli ultimi tre documenti finanziari. Tali pareri si riferiscono sempre e soltanto alle medesime criticità che da anni si trascinano. Al di là delle parole, si tratta di capire se siamo impantanati in queste criticità oppure se c’è un percorso virtuoso che porterà all’uscita dalla crisi. Questa Amministrazione può affermare con dati certi che: Il Comune non è più ente strutturalmente deficitario e rispetta otto indicatori su dieci previsti dalla normativa vigente in materia”.

Niente anticipazioni di cassa. Il primo indicatore di positività e cambiamento – continua Ferraro – è senza dubbio il risultato di cassa. Il Comune nel corso dell’intero anno 2019 non ha fatto ricorso ad anticipazione di tesoreria, si è gestito con i fondi propri e ha una disponibilità di cassa di euro 3.990.454,69, come attestato dal Collegio dei Revisori nel parere n. 21/2019 sul bilancio 2019. L’inversione di tendenza è chiara: nel 2019 il Comune di Taormina non ha avuto costi per interessi passivi di tesoreria. Mentre nel triennio precedente la media di spesa per tale onere è stata di 140.000,00 euro l’anno. I fondi a salvaguardia del bilancio, quali il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) e il fondo contenzioso per le passività potenziali sono congrui”.

I numeri. “Il Bilancio 2019 prevede, inoltre, gli stanziamenti delle prime due annualità del piano di riequilibrio pari ad euro 2.881.119,41, oltre ad euro 1.500.000,00 per gli ulteriori debiti fuori bilancio e negli esercizi 2020 e 2021 sono comprese le restanti annualità del predetto piano. Il piano di riequilibrio, approvato nel febbraio 2018 dalla precedente Amministrazione, ancor prima che venga approvato o bocciato dalla Corte dei Conti, viene così finanziato per ben quattro annualità da questa Amministrazione”.

Ufficio unico delle entrate. Ferraro annuncia, infine, “l’indizione gara di appalto per individuare un nuovo Concessionario della riscossione (in itinere)” e “l’istituzione di un ufficio unico delle entrate”.

© Riproduzione Riservata

Commenti