lotta all'evasione fiscale a Taormina

Taormina. “E’ necessaria una più efficiente e razionale riorganizzazione degli uffici, anche in merito alle attività di accertamento e verifica delle entrate comunale e pertanto è opportuno riunione in un’unica area organizzativa e in un unico servizio tutte le entrate tributarie e patrimoniali del Comune di Taormina”. Lo afferma il sindaco Mario Bolognari, nel provvedimento deliberato nelle scorse ore dalla Giunta comunale che dispone delle misure finalizzate alla riorganizzazione degli uffici e dei servizi relativi alle entrate tributarie e patrimoniali di Palazzo dei Giurati.

Servizio unico. Si punta, quindi, ad una svolta nelle attività di riscossione a Taormina, in un contesto che è finito di recente anche sotto la “lente d’ingrandimento” dell’Autorità Giudiziaria con la recente operazione “AcqueWin” della Guardia di Finanza sulle vicende che hanno interessato le bollette dell’acqua ed alcune presunte irregolarità nelle operazioni di introito delle somme negli anni scorsi. Per questo verrà costituito un ufficio unico delle entrate, accorpando i vari settori inerenti la riscossione. “Si individuerà un responsabile unico per l’Area denominata “Servizi alla città”, cui assegnare, in base alle nuove scelte organizzative che si intendono adottare, il servizio unico per tutte le entrate tributarie e patrimoniali dell’ente”, rende noto la Giunta.

Il maxi-buco. A tal riguardo il Comune punta ad allontanare lo spettro del default che è tornato ad affacciarsi su Palazzo dei Giurati, anche se nelle scorse ore sono arrivate rassicurazioni in tal senso dall’assessore al Bilancio, Alfredo Ferraro, circa il fatto che non ci siano rischi per l’ente taorminese. Dal rendiconto 2017 si evince che la riscossione è arrivata al 55% a Taormina e si punta ad incrementarla di almeno 10 punti percentuali, in modo da poter recuperare circa 3 milioni e mezzo di euro. Si fanno i conti, in questo contesto, con gli evasori o per meglio dire i morosi. Una piaga non indifferente se si pensa che dall’inizio degli Anni Duemila in poi il Comune, stando ad alcune stime, avrebbe perso in termini di mancata riscossione dei vari tributi qualcosa come almeno 20 milioni di euro: numeri da capogiro che hanno spinto, evidentemente, il Comune di Taormina nel baratro del pre-dissesto. Ad oggi il Comune è sotto piano di riequilibrio, in base a quanto deliberato dal Consiglio nel febbraio 2018, nella passata consiliatura, quando l’ente si è impegnato a risanare su base pluriennale il forziere comunale su circa 18 milioni di esposizione debitoria.

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