Palazzo dei Giurati, sede del Comune di Taormina

Taormina. Il Comune di Taormina prepara una nuova azione per provare ad intensificare la “caccia ai morosi” e rendere così più incisive le procedure di riscossione dei tributi. A tal riguardo è stata ora revocata la procedura aperta per un bando di gara che era stata avviata lo scorso 9 febbraio. La decisione di queste ore anticipa quella che sarà una nuova determinazione attesa da qui a breve.

Cambio di strategia. “Il 9 febbraio – spiega il dirigente dell’Area Economica Finanziaria, Rosario Curcuruto – era stata avviata la procedura aperta per l’affidamento del servizio di supporto alla gestione ordinaria, all’accertamento e riscossione delle entrate comunali e del servizio in concessione del recupero coattivo e stragiudiziale dei crediti di natura tributaria e extra tributaria dell’ente con la relativa determinazione delle modalità di gara e, contestualmente, era stati approvati lo schema di bando e il disciplinare di gara. Tenuto conto adesso dei nuovi indirizzi della Giunta, ai fini della riscossione delle entrate comunali, sia tributarie che extra­-tributarie, si è ravvisata l’opportunità di dover procedere alla revoca della precedente determinazione per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ai fini dell’efficacia ed efficienza nella gestione del servizio di riscossione”.

Evasione tributaria ed extra-tributaria. Con lo spettro del default che è tornato a farsi incombente, il Comune di Taormina ha necessità di allontanarsi di nuovo dalle “sabbie mobili” e per questo il sindaco Mario Bolognari ha già annunciato che verrà esternalizzata la riscossione coatta dei tributi, per incrementare le entrate dell’ente, tenuto conto che al redinconto 2017 era risultata una riscossione del 55% e si punta ad innalzare quel dato almeno del 10%, che equivarrebbe a circa 3,5 milioni di euro. Ma, a questo punto, le stime potrebbero essere più consistenti, presumibilmente anche superiori ai 4 milioni. Il bando di gara che era stato approvato dal Comune 9 mesi fa per “il supporto alla gestione ordinaria degli uffici mediante la concessione del servizio di recupero coattivo e stragiudiziale dei crediti tributari ed extra-tributari dell’ente” era una procedura alla quale veniva dato un valore presunto dell’appalto proprio di 4 milioni di euro, “tenuto conto del valore stimato dell’evasione tributaria ed extra-tributaria e dell’ammontare dei residui attivi relativi alle entrate extra-tributarie”.

Controlli incrociati. Di certo c’è che si punta a stringere il cerchio sui morosi e sugli evasori, provando ad ottimizzare le attività di accertamento e riscossione delle entrate comunali. Un passaggio essenziale per non rischiare nel 2020 di ripiombare nello spettro del dissesto. Il Comune, per altro, ha inteso anche muoversi per aggiornare la banca dati dei contribuenti attraverso i relativi elenchi per andare ad individuare coloro che si sottraggono al momento, o che da tempo sfuggono, ai pagamenti spettanti all’ente locale. Si è inteso prevedere una base dati unificata dei tributi, per la ricerca, verifica e messa a ruolo di “posizioni evase/o eluse”, in oggetto ad Imu, Tasi, Tari, pubblicità, pubbliche affissioni e servizi idrico. Un’operazione definita di “bonifica e normalizzazione informatica della banca dati unificata dell’area tributi”.

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