la frana di contrada Lappio
la frana di contrada Costa don Lappio

Taormina. Si allontanano sempre di più il momento dell’attesa risoluzione dell’emergenza in atto a Taormina da ormai 15 anni in contrada Lappio, con la frana del 2004 che ancora attende di essere rimossa e che quasi certamente rimarrà lì ancora per molto tempo.

La dicitura fantasma. Nel piano triennale delle Opere pubbliche allegato al maxi-emendamento al bilancio pluriennale del Comune e tra le controdeduzioni alle osservazioni dei revisori dei conti c’è, infatti, ancora il “consolidamento di contrada Lappio – primo stralcio esecutivo”, per un importo di 915 mila euro, di cui 315 riferiti all’esercizio finanziario 2019, 315 mila euro al 2020 e 315 mila euro al 2021. Una dicitura che, tuttavia, indica un’opera che non verrà realizzata e delle somme che non ci sono perché il finanziamento è stato revocato dalla Regione. Tecnicamente, in sostanza, l’opera figura ancora nel piano delle opere pubbliche soltanto perché non è stato ancora trasmesso dalla Regione Siciliana il decreto di revoca delle somme. Una formalità sulla quale non ci sono speranze che possa arrivare una buona notizia e quindi che vi sia ancora la disponibilità delle somme.

Tempi sempre più incerti. L’incubo in atto nel costone che sovrasta l’autostrada A18 e la Via Garipoli durerà, insomma, ancora per diverso tempo ed è difficile immaginare o prevedere quando e se potrà arrivare una svolta. La Regione ha già deciso la revoca della disponibilità a stanziare il finanziamento di circa 800 mila che era stato concesso qualche anno fa e si attende la relativa comunicazione a conferma definitiva. Nel frattempo bisognerà anche predisporre un impegno di spesa per redigere la progettazione delle opere e quindi della nuova richiesta di finanziamento.

L’attesa infinita. La frana rimane, intanto, lì, come ormai dal lontano 2003 e in città rimane l’incredulità su come sia stato possibile che la politica taorminese (nella sua interezza) abbia perso un finanziamento di circa 800 mila euro, che per diversi anni non è andato a buon fine. Come si ricorderà ad un certo punto, qualche anno fa, i lavori erano stati appaltati, poi la procedura è stata bloccata e si è anche reso necessario fare una variante al progetto. Alla fine tutto è stato vano e il finale della vicenda è stato il peggiore possibile.

L’incubo maltempo. Le piogge che caratterizzeranno questi mesi non lasciano tranquilli e non miglioreranno, evidentemente, la situazione della frana, che pende come una “spada di Damocle” anche sull’autostrada A18. Gli uffici del Commissario contro il Dissesto Idrogeologico, come anche il Dipartimento regionale di Protezione Civile, potrebbero dare una mano per un nuovo finanziamento e si valuterà anche una procedura d’urgenza, d’altronde tenendo conto di una problematica che va avanti da troppi anni. Per adesso, tuttavia, non ci sono certezze e non si registrano concretamente segnali incoraggianti.

© Riproduzione Riservata

Commenti