il Tribunale di Messina

A sei anni di distanza dalla chiusura del Tribunale di Taormina, proprio dalla Perla dello Ionio ma anche dai comuni dell’hinterland riparte la battaglia per provare a far riaprire gli uffici di giustizia che avevano sede sino al 2013 a Trappitello. A tal proposito si è svolta una riunione a Taormina indetta da alcuni esponenti della professione forense e all’appuntamento erano presenti anche alcuni amministratori della zona ionica ed alcantarina.

Riesame della situazione. L’obiettivo condiviso è quello di avviare un’azione finalizzata a chiedere un riesame della situazione da parte del Ministero della Giustizia, al fine di ottenere la riapertura della sede che un tempo esisteva nella città di Taormina. Il tribunale di Trappitello rappresentava un punto di riferimento per l’attività giudiziaria di tutto l’hinterland ed era, insomma, molta di più di una semplice sede decentrata del Tribunale di Messina. Come si sa, dopo l’avvenuta chiusura della sede di Taormina che si trovava nella frazione di Trappitello (in un immobile di proprietà dell’ex consigliere comunale Vittorio Sabato, dove ora c’è un centro commerciale) tutto è stato spostato sulla sede centrale del palazzo di giustizia di Messina. Si era anche ipotizzata ad un certo punto un’azione mirata a far ripristinare almeno la sede del giudice di pace ma anche quell’azione non ebbe però esito positivo.

La crociata di Franz. A dare battaglia, tra gli altri, contro la chiusura del tribunale di Trappitello e poi per tentare una riapertura fu il compianto avvocato Franz Buda, di recente scomparso e che sino ai suoi ultimi anni di vita non aveva mai abbandonato l’idea di promuovere una mobilitazione del territorio per riconquistare una struttura che aveva un ruolo strategico riconosciuto, rispettato ed apprezzato a Taormina e nel comprensorio. Oggi anche per una causa di minore rilievo bisogna andare a Messina e spostarsi lì con un aggravio in termini di tempo ed anche economico per i costi da sostenere.

Spending review. Si cercherà di incardinare sui giusti presupposti un’istanza da parte di tutto il territorio per chiedere al governo di rivedere quella posizione assunta anni fa in nome della “spending review”, che intese tagliare le sedi decentrate ma che nel caso di Taormina ha inglobato in quel calderone degli uffici che erano molto più di una semplice struttura periferica. Riaprire il Tribunale di Taormina significherebbe alleggerire il carico di lavoro che ora grava interamente su Messina. A date disponibilità all’impegno dei Comuni della zona per questa battaglia è stato, intanto, il sindaco di Castelmola, Orlando Russo, nella qualità di presidente dell’Unione dei Comuni Naxos-Taormina ed anche componente del direttivo regionale Anci (l’associazione dei comuni d’Italia).

Documento in Consiglio. La prima mossa che faranno i Comuni sarà quella di predisporre un documento da far esitare nei vari Consigli comunali dell’hinterland ionico e alcantarino, in modo da dare una maggiore valenza politica e istituzionale a quella che sarà poi nel 2020 la richiesta formale da avanzare al Ministero. Non si esclude anche una missione di una delegazione a Roma per cercare di avviare un dialogo proprio con il Ministero, al fine di rappresentare che la riapertura degli uffici di giustizia a Taormina sarebbe strategica per tanti centri abitati del messinese.

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