Howard Marks (foto Future Investment Initiative - TradeWinds)

Vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi su BlogTaormina i piani strategici del fondo americano Oaktree, che ha messo anche Taormina nella propria “lista della spesa” per investimenti da fare Italia da qui ai prossimi due anni. Le cifre che Oaktree sarebbe pronto ad investire in Italia sono clamorose e, come riportato da “Il Sole 24 Ore”, si parla di Un miliardo di euro. L’obiettivo del deal è decisamente ambizioso e punta a creare la maggiore piattaforma di hotel business e leisure nel nostro Paese. Tra le località dove Oaktree intende investire ci sono Capri e Taormina, gioielli del turismo italiano che attraggono flussi da tutto il mondo.

Il fondo. Ma scopriamo qualcosa in più su Oaktree Capital Management. Il fondo, oggi quotato alla Borsa di New York, nasce nel 1995 a Los Angeles, ha in gestione capitali per oltre 122 miliardi di Euro e una presenza globale in piena espansione in tutto il pianeta. Il suo gruppo europeo di private equity opera da circa 15 anni con investimenti realizzati in vari paesi del Vecchio Continente, tra cui l’Italia per circa 7 miliardi di Euro, e adesso vuole ampliare sensibilmente il proprio raggio d’azione con investimenti dediti sia ad acquisizioni immobiliari sia ad operazioni di gestione, con l’attenzione puntata sulle eccellenza dell’hotellerie del nostro Paese.

“Mister Oaktree”. Il volto di riferimento di Oaktree è Howard Stanley Marks, fondatore (Co-founder and Co-Chairman) di questo colosso considerato uno dei maggiori investitori di credito al mondo ed il più grande investitore di titoli in difficoltà al mondo. “Mister Oaktree”, Marks, nasce nel 1946 a New York e qui è cresciuto fino all’inizio degli studi alla Wharton School dell’Università della Pennsylvania dove si è laureato nel 1967 con una specializzazione in Finanza. A 23 anni prende un Master in Business Administration (MBA) in Contabilità e Marketing all’Università di Chicago. Per quanto riguarda la sua vita lavorativa Marks ha iniziato in Citicorp nel 1969 prima come equity research analyst e poi come director of research fino al 1978. Da quell’anno al 1985 sempre per Citicorp è stato vice presidente gestendo come senior portfolio manager l’area relativa ai titoli convertibili e titoli high yield. Dal 1985 al 1995 invece ha lavorato per TCW Group come responsabile per il settore relativo alle obbligazioni high yield e titoli convertibili.

Cambio di strategie. Insieme ad altri cinque soci (Bruce Karsh, Steve Kaplan, Larry Keele, Richard Masson, Sheldon Stone), Marks nel 1995 ha lasciato TCW Group per fondare nell’aprile di quell’anno Oaktree Capital Management a Los Angeles. Nella fase iniziale le specializzazioni della sua gestione all’inizio erano quelle della sua precedente esperienza lavorativa, quindi obbligazioni high yield e private equity. Ma nel corso del tempo le strategie impiegate sono aumentate e il guadagno medio dei fondi gestiti dalla società di Marks è stato di circa il 19% annuale per 22 anni.

Attesa e pazienza. A dispetto del grande potere economico di cui dispone, Marks non è un investitore da “operazioni lampo” e la sua strategia di investimento è caratterizzata da due parole: attesa e pazienza. Ritiene, insomma, che si debba puntare sulle occasioni giuste anche a costo di aspettare parecchio tempo senza far nulla. Non ama il mondo degli investimenti attuale che mette gli investitori nelle condizioni di agire in ogni istante anche se non ci sono le occasioni giuste correndo il rischio di perdere in tutto o in parte il proprio capitale. La sua filosofia applicata agli affari è quella di avere pazienza e portare le trattativa al prezzo adeguato per portare a compimento un determinato investimento, senza farsi prendere dalla fretta e senza fare stanziamenti che ritiene non adeguati al valore del bene.

Il ragioniere. In sostanza, Marks investe ma alle sue condizioni, prendere o lasciare. Negli ambienti della finanza internazionale lo considerano il “magnate attendista” perché non si farà mai prendere per la gola e ha alle sue spalle una storia di operazioni fatte alle sue condizioni. E’ l’eccezione alla regola delle spese folli di molti suoi colleghi, un magnate che si muove da ragioniere e fa i conti senza lasciare nulla al caso, un investitore che guida la trattativa verso l’approdo di una direzione che non potrà mai essere imposta dalla controparte.

Marks pensiero. L’allarme Howard Marks di recente ha lanciato un forte allarme agli investitori che potrebbero aver dimenticato una delle lezioni più importanti.  Secondo lui il sentiment prevalente riguardo alle società che non realizzano profitti si sta avvicinando “all’estremo positivo dell’arco del pendolo”. Per Marks “gli investitori hanno una capacità prodigiosa di ripetere gli stessi errori. In un caso dopo l’altro, le cantonate prese in passato vengono replicate nella caccia ai rendimenti — una verità manifesta che è vecchia quanto il mondo. E malgrado la storia sia un’affidabile maestra di vita, la memoria debole dei soggetti che partecipano al mercato li rende spesso incapaci di applicare al futuro le lezioni che apprendono”. Ha poi aggiunto: “Non c’è mai nulla di sbagliato fintantoché l’opportunità è concreta, non sopravvalutata e non sovraprezzata. Il problema per me è che in un periodo in cui l’assenza di profitti non mina l’interesse degli investitori — un periodo in cui a una tech company, che in base alle proiezioni raggiungerà il break-even dopo diversi anni, viene attribuito lo stesso valore dei profitti realizzati già oggi da aziende più tradizionali — investire in queste società può essere un grosso errore. Ricordate: esiste un legame inestricabile fra i rischi che si corrono e le ricompense che si ottengono. Una scommessa su un’azienda che non ha ancora raggiunto la redditività può andare a buon fine. Ma può anche scatenare una catastrofe”.

La filiale. Oaktree Capital Management, l’azienda mondiale di asset management fondata da Marks e specializzata in strategie di investimento alternative, vanta oggi più di 900 professionisti di investimento e associati che lavorano nella sua sede a Los Angeles e in altre 16 città di tutto il mondo, tra cui New York City, Londra, Parigi, Tokyo, Seoul e Amsterdam. Oaktree Capital Management, a sua volta, è una “filiale” – se così la si può definire, visto il budget da capogiro di cui dispone – di Oaktree Capital Group. I clienti della società in questione comprendono un gran numero di investitori istituzionali, quali fondazioni, dotazioni, fondi sovrani e fondi pensione. Una realtà che ha risorse e investitori per mettere le mani su nuovi importanti realtà imprenditoriali d’Italia e che da queste parti punta adesso a investire anche nella Città di Taormina.

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