accertamenti sull'evasione tributaria a Taormina

Da Battisti a Palazzo dei Giurati, “Tu chiamale se vuoi….evasioni” è il tema sempre più dominante che si prende la scena in questo fine 2019 a Taormina, con lo sguardo rivolto al passato, e ancora una volta tornano in primo piano le vicende riguardanti la riscossione nella capitale del turismo siciliano. Raffica di accertamenti da evasione tributaria da parte del Comune di Taormina sul pagamento dei tributi. La casa municipale, infatti, ha conteggiato in un’apposita determinazione da parte degli uffici dell’Area Economica Finanziaria, una verifica in entrata sull’Imu per una maxi-somma complessiva di 2 milioni 295 mila 411,03 euro. Si tratta di una ricognizione sull’imposta municipale unica riferita agli anni 2014 e 2015.

Le notifiche. Sono stati emessi e notificati 38 avvisi di accertamento Imu (“al netto di quelli già rettificati e/o annullati in autotutela”), per un totale di oltre 2 milioni di euro. L’attività di accertamento espletata dall’Ufficio Tributi, relativamente alle annualità di imposta 2014 e 2015, concerne “il contestuale recupero dell’importo dovuto e non versato, ed irrorazione delle relative sanzioni”.

I numeri. L’imposta Imu per l’annualità 2014 è di Un milione 554 mila 289, 18 euro, mentre quella del 2015 è di 741 mila 121,85 euro (importi ai quali si aggiungono ovviamente l’imposta pura interessi, sanzioni, spese di notifica, arrotondamenti). Gli uffici comunali hanno inteso, quindi, verificare le posizioni dei contribuenti su due annualità pregresse al fine di stabilire se vi siano posizioni di utenti morosi nei confronti del forziere di Palazzo dei Giurati.

Verso la riscossione coatta. La recente vicenda dell’indagine sulle bollette d’acqua al Comune di Taormina, che ha portato ad un terremoto giudiziario, ha riproposto in primo piano, anche se per altri aspetti da chiarire poi nelle opportune sedi, le difficoltà di riscossione dell’ente locale taorminese. Il Comune di Taormina, secondo quanto relazionato dall’assessore al Bilancio, Alfredo Ferraro, nell’ambito dell’avvenuta approvazione del bilancio consuntivo 2017, è al 55% della capacità di riscossione. Per questo il sindaco Mario Bolognari ha disposto l’avvio di una procedura di riscossione coatta dei tributi per recuperare almeno un ulteriore 10% di riscossione tributi, pari a circa 3,5 milioni di euro.

 

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