il ministro Roberto Gualtieri e il sindaco Mario Bolognari

Il Governo M5S-PD aumenta il limite massimo della tariffa applicabile per la tassa di soggiorno nei centri turistici ma c’è già chi dice no alla stangata in arrivo verso i turisti e il Comune di Taormina annuncia ufficialmente che non modificherà le attuali tariffe. Lo annuncia ufficialmente il sindaco Mario Bolognari. La Perla dello Ionio, dunque, non si avvarrà dell’opportunità varata dall’Esecutivo nella manovra che prevede la possibilità di elevare le tariffe adesso in vigore a partire dal nuovo anno.

No all’aumento. “In relazione alla misura in discussione in Parlamento – afferma Bolognari – posso fin d’ora affermare che, essendo l’aumento concepito come limite massimo e non obbligatorio, a Taormina non ci sarà nessun aumento. Non è intenzione della nostra Amministrazione di cambiare i limiti massimi attualmente fissati a cinque euro”. Il sindaco dice no agli “allarmismi” e allontana la prospettiva che venga applicato a Taormina l’aumento del balzello turistico.

L’emendamento. Un emendamento al Decreto fiscale, proposto dal Partito Democratico e approvato in Commissione Finanze alla Camera, prevede in pratica il raddoppio del limite massimo della tassa di soggiorno, che passerebbe da 5 a 10 euro, nelle città che hanno un numero di presenze di turisti oltre 20 volte il numero dei residenti. Taormina, ricordiamo, ha 11 mila residenti ma fa registrare 1 milione di pernottamenti nelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere, quindi rientrerebbe nel provvedimento. La decisione del Comune di Taormina, tuttavia, stando a quanto comunicato dal primo cittadino è quella di non avvalersi di quella modifica al limite massimo applicabile ed al relativo incremento delle tariffe.

 

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