il parcheggio Lumbi di Taormina

Alle porte del 2020, il futuro di Asm Taormina è già uno dei temi che caratterizzeranno l’agenda politica del nuovo anno con l’obiettivo irrimandabile di portare fuori l’azienda municipalizzata fuori dalla liquidazione che va avanti ormai dal 2011. Già si pensa al momento in cui Asm tornerà ad avere un Cda e un assetto gestionale nuovamente politico e non a caso i rumors di questi giorni hanno prospettato una eventuale dismissione di alcuni servizi della futura società che potrebbe essere una Spa (strada tutt’altro che semplice da percorrere) o una Srl, e si vocifera di quote di maggioranza che potrebbero passare ai privati a fronte di offerte “pesanti”, anche da circa 50 milioni di euro.

Ipotesi multiservizi. Ma la privatizzazione di Asm, sulla quale l’opposizione si è già posta sull’Aventino, non è l’unica ipotesi sul tavolo e c’è un’altra soluzione che inizia a farsi spazio e cioè quella della nascita di una possibile multiservizi con lo schema “a quattro punte”, nella quale cioè vi sia l’impegno al fianco di Taormina anche dei Comuni di Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola. Una soluzione che non dispiacerebbe alle Amministrazione dei comuni più vicini a Taormina e che insieme alla Perla dello Ionio già condividono altre situazioni, cioè il percorso politico nel Consorzio Rete Fognante (anche qui prossimo al bivio di una trasformazione in società di capitali) e nell’Unione dei Comuni (dove Taormina ha da poco aderito e in un contesto dentro al quale ci sono anche Gallodoro e Mongiuffi Melia).

Gestione integrata. Ecco perché l’argomento sarà oggetto di alcune valutazioni preliminari già nel corso dei prossimi faccia a faccia che avranno i sindaci. A margine delle più immediate scadenze, c’è la volontà dei sindaci di comprendere la fattibilità ad aprire un tavolo politico per un percorso comprensoriale nel nuovo corso di Asm, nell’ottica di una gestione integrata dei servizi. Sarebbero favorevoli a questa soluzione sia il sindaco di Castelmola, Orlando Russo, che il sindaco di Letojanni, Alessandro Costa, che da tempo spingono ad esempio per una gestione integrata di servizi come il trasporto urbano che oggi viene svolto da Asm solo su Taormina (tra centro e frazioni). Una posizione, questa, che viene anche condivisa in termini strategici dal sindaco di Giardini, Nello Lo Turco, favorevole a una sinergia tra i quattro comuni ma che rispetto ai colleghi si trova a fare i conti con dei margini di manovra politici che sono, per forza di cose, più stretti in quanto il proprio mandato di governo è in scadenza nella primavera 2020, quando si concluderà il suo decennio alla guida di Palazzo dei Naxioti.

La rotta. Bolognari ha tracciato la rotta e vuole dare priorità, intanto, alla fuoriuscita di Asm dalla liquidazione, che rimane ancora un passaggio complesso e con dei tempi da definire, con refluenze sul bilancio anche del Comune e con la necessità di stabilire se l’addio al commissariamento dovrà comportare l’esame in Consiglio comunale dei bilanci dell’azienda. Il sindaco, una volta finita la liquidazione, nominerà un Cda tecnico al quale affiderà il compito di individuare il percorso gestionale più idoneo e in quella fase si dovrà decidere come trasformare Asm, se cioè in una Spa o in una Srl e se aprire in termini più o meno ampi ai privati. “Le azioni saranno tutte di proprietà del Comune, che valuterà se privatizzare eventualmente una parte, qualche settore. Ma questo lo deciderà solo il Comune”, è il monito dato da Bolognari.

Il gioiello. La funivia è di proprietà di Asm ed è il gioiello che vale di più in assoluto, la struttura che di fatto dà ossigeno vitale all’intera azienda. I parcheggi Lumbi e Porta Catania sono del Comune, in affitto ad Asm, mentre sul mercato potrebbe finire altri servizi come il gommato, le linee urbane per i collegamenti tra Taormina centro e le frazioni, e bisognerà capire anche che fine faranno altri comparti come l’illuminazione pubblica e l’acquedotto, gestiti sempre da Asm. Una multiservizi con i quattro comuni cambierebbe la prospettiva.

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