novità in arrivo sulla tassa di soggiorno

La scure della manovra varata dal Governo rischia di abbattersi nel nuovo anno anche su Taormina. Palazzo Chigi ha previsto, infatti, un aumento della tassa di soggiorno a partire dal 2020. L’imposta sarà raddoppiata nelle città con il più alto numero di visitatori e il tetto massimo della tariffa applicabile passerà da 5 a 10 euro. Certamente non è una buona notizia per i turisti che intenderanno mettersi in viaggio e rischiano di dover spendere una somma maggiore per ogni componente di una famiglia.

L’emendamento. Un emendamento al Decreto fiscale, proposto dal Pd e approvato in Commissione Finanze alla Camera, prevede il raddoppio del limite massimo della tassa di soggiorno, che passerebbe da 5 a 10 euro, nelle città che hanno un numero di presenze di turisti oltre 20 volte il numero dei residenti. Taormina, ricordiamo, ha 11 mila residenti ma fa registrare 1 milione di pernottamenti nelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere, quindi rientrerebbe nel provvedimento.

Un affare per i Comuni. Il provvedimento riguarderà proprio le città d’arte italiane più frequentate, insieme ai piccoli centri che ogni anno raddoppiano la popolazione per via delle elevate presenze di turisti. Per le casse dei vari Comuni d’Italia, che a conclusione del 2019 dovrebbero ottenere complessivamente più di 600 milioni di euro, si tratterà invece di entrate preziose se si pensa che al momento, ad esempio, il forziere del Comune di Taormina ricava ogni anno circa 3 milioni di euro di introito dall’imposta di soggiorno.

Federalberghi protesta. “Rimane in capo agli albergatori l’onere di riscuotere l’imposta e di sostenere in toto le relative spese (ad esempio le commissioni delle carte di credito), per di più con l’aggravante di un sistema sanzionatorio lunare, che punisce con sanzioni penali anche piccoli ritardi ed errori formali di minima entità”, lamenta Federalberghi.

Assoturismo Confesercenti non ci sta. “Si tratta di una novità su cui esprimiamo notevoli perplessità, in assenza di una preventiva consultazione delle parti interessate. Sicuramente non rappresenta una misura utile per la crescita dei flussi turistici verso l’Italia per il 2020”. Così protesta anche il presidente di Assoturismo Confesercenti, Vittorio Messina, che contesta l’emendamento al Decreto fiscale nel quale si prevede il raddoppio del limite massimo della tassa di soggiorno, da cinque a dieci euro.

L’ultima speranza. La norma deve ancora completare il suo iter parlamentare e i Comuni ai quali si applicherà la tassa di soggiorno aumentata saranno indicati con decreto ministeriale, nel frattempo però è già possibile preventivare le città interessate, tre le quali rientrerebbe come detto anche Taormina. Il parametro delle presenze turistiche 20 volte superiori al numero degli abitanti non lascia spazio a troppe interpretazioni. L’ultima speranza adesso è che il voto in aula possa cambiare la previsione attuale e stoppare l’aumento ma sono decisamente poche le speranze che ciò possa accadere.

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