Dopo aver approvato nei giorni scorsi il bilancio 2019-21, la Giunta di Taormina attende adesso il placet del Consiglio comunale allo schema e si prepara ad una doppia missione alla Corte dei Conti e al Ministero dell’Interno per provare a sbloccare la situazione finanziaria ed occupazionale dell’ente.

Punto di non ritorno. L’Esecutivo del sindaco Mario Bolognari aspetterà, infatti, che il Civico consesso proceda all’esame del bilancio per poi effettuare con molta probabilità già nel mese di gennaio un faccia a faccia con i vertici della Corte dei Conti e del Ministero per fare il punto sul piano di riequilibrio ma anche per rappresentare la problematica della carenza di organico che è ormai arrivata ad un punto di non ritorno.

Il rebus Asm. L’Amministrazione intende verificare la situazione dell’iter di predissesto, il piano cioè di riequilibrio che venne esitato nella passata legislatura, e a distanza di due anni rappresenta un vincolo sotto molti aspetti per la vita di Palazzo dei Giurati. L’ente locale ha 18 milioni di euro da risanare nei prossimi anni, ma dovranno poi essere esitati quanto prima anche i debiti fuori bilancio che potrebbero rimodulare ulteriormente, per forza di cose, il quadro finanziario del Comune. C’è poi da valutare in fretta il futuro di Asm, che nel 2020 dovrebbe uscire dalla liquidazione in cui si trova dal 2011. Alla luce del “bilancio armonizzato” in vigore dal 2015 oggi nei Comuni c’è bisogno che anche le partecipate abbiano i conti apposto, a partire proprio da Asm. Bisognerà capire quali scelte verranno fatte perché sul fronte Asm dal 2011 in poi non ci sono bilanci aziendali esitati in Consiglio comunale ed è emersa l’ipotesi secondo la quale Asm potrebbe comunque uscire dalla liquidazione poiché ha i conti oggi in attivo. Una posizione che fa discutere e scatena un aspro dibattito tra chi ritiene che ciò sia possibile e chi invece scarta questa eventualità ritenendo non sia una soluzione praticabile.

Organico ai minimi storici. Potrebbe essere rivisto ed aggiornato, nel frattempo, il piano di riequilibrio ed il Comune punta, soprattutto, ad ottenere il placet per poter tornare ad assumere, visto che molti uffici sono rimasti sguarniti a seguito di pensionamenti, con l’ulteriore accelerazione impressa quest’anno dalla riforma “Quota 100”. Nella pianta organica del Comune di Taormina a suo tempo è stata fatta una previsione di 159 posti, di cui già ad inizio 2019 ne erano rimasti coperti soltanto 108, e adesso si è praticamente scesi sotto i 100.

Emergenza vigili. Il nodo principale da sciogliere riguarda la Polizia locale, dove da qui ai prossimi due anni ora si rischia sul serio il declassamento del Corpo. A quanto risulta si punta all’assunzione di 5 (o 6) agenti attraverso la mobilità e a questi si aggiungerebbero 8 contrattisti. Le 13 unità che il Comune intende metterebbe a disposizione del Corpo di Polizia locale si integrerebbero con i soli 7 uomini rimasti oggi in servizio. Servono rinforzi altrimenti la prossima stagione turistica potrebbe essere in assoluto la più problematica da affrontare con un numero così esiguo di uomini in organico.

Stop al blocco. Se non dovesse esserci il via libera del Ministero ad una deroga si rischierebbe, in sostanza, che tutto rimanga immutato per almeno altri 2 anni, con il perdurare del blocco delle assunzioni e l’impossibilità generale di fare qualsiasi tipo di movimento aggiuntivo in organico sia per la Polizia locale che in ogni altro ambito operativo dell’ente. Adesso si attende che il Consiglio comunale vada ad effettuare l’esame in aula del bilancio di previsione 2019, che nei tempi ormai appare una sorta di consuntivo, e a quel punto, se arriverà l’approvazione dello schema di esercizio, si potrà avviare il dialogo con il Ministero e la Corte dei Conti.

L’ultimo bivio. La situazione è decisamente chiara e non lascia spazio ad interpretazioni: gli uffici comunali sono ormai sguarniti in parecchi settori nevralgici, e allora o si torna ad assumere, e ad avere quindi la possibilità di ampliare l’organico in tempi stretti, o la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente in un’agonia che diventerà un calvario per gli amministratori e un incubo per i cittadini. O si assume o si muore.

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