Giovanna Guerrieri

“Ho sempre lavorato con onestà e ho agito in buona fede, è ingiusto quello che mi viene contestato“. Così Giovanna Guerrieri, dipendente del Comune di Giardini Naxos si difende dall’accusa di “doppio lavoro” che le viene mossa dall’ente locale e della quale dovrà rispondere davanti all’Ufficio Procedimenti Disciplinari lunedì mattina a Palazzo dei Naxioti. La signora Giovanna, dipendente municipale da ormai 15 anni, lavora al cimitero da 8 anni, è un punto di riferimento per l’utenza. Nell’Italia piena di casi quotidiani di “furbetti assenteisti”, la sua presunta colpa è quella invece di aver dato disponibilità a lavorare di più, per bisogno di sopravvivenza e per portare avanti la famiglia, con un secondo lavoro che era proprio lì, visibile a chiunque, nel medesimo luogo del suo impiego pubblico.

La posizione contrattuale. Dipendente a tempo parziale e indeterminato per 18 ore settimanali del Comune di Giardini Naxos, la signora Guerrieri ha lavorato, con un contratto dal 15 ottobre 2018 al 14 ottobre scorso, per la ditta che gestisce il cimitero cittadino, come coadiutore amministrativo per 20 ore settimanali.

L’angoscia e il gesto eclatante. “Tutta questa vicenda è assurda e mortificante, sono una lavoratrice del Comune di Giardini e non voglio perdere il mio posto. Pago 450 euro di affitto di casa e copro questa spesa con lo stipendio del Comune. Avevo deciso di andar via, a Milano, ma sono rientrata qui perché la ditta mi assicurava un’entrata in più per sopravvivere in condizioni dignitose. Non è semplice convivere con l’angoscia del sapere che viene messa in dubbio la tua onestà. Sono pronta anche a fare un gesto eclatante”, dichiara la signora Guerrieri.

“Conflitto di interessi”. L’accusa è quella di “doppio lavoro”, un “conflitto di interessi” con un secondo impiego che però non veniva svolto di nascosto altrove, ma proprio lì al cimitero comunale e per la ditta che ha in gestione l’area cimiteriale dal Comune. “La scrivente – si legge nella nota del 3 ottobre scorso a firma della segretaria generale, dott.ssa Roberta Freni – ha ricevuto segnalazione secondo la quale dalla documentazione inerente i contratti di assunzione dei dipendenti in capo alla ditta “Mesac Srl”, cui il Comune ha affidato in concessione la gestione dei servizi cimiteriali l’inserimento nell’elenco dei dipendenti della signora Guerrieri, dipendente comunale, firmataria di un contratto con la ditta di che trattasi di lavoro dipendente a tempo parziale di 20 ore settimanali, tra l’altro in parte coincidente con l’orario di servizio che è tenuta ad espletare per il Comune”. Viene, insomma, rilevata la presunta “gravità dei fatti suddetti, se veritieri, e le connesse responsabilità di ogni natura e tipo, nonché i provvedimenti di competenza che l’ente si riserva di porre in essere, alla luce della vigente normativa in materia, nonché del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione adottato dall’ente”.

La beffa. Per la signora Guerrieri, nel frattempo, è arrivata anche la beffa del mancato accreditamento al momento di alcune spettanze maturate, da agosto in poi, nei suoi confronti dalla ditta, alla quale il sindacato che la assiste ha chiesto la corresponsione di tali somme e un incontro.

Doppio impiego senza opposizione. La Guerrieri, attraverso la sede di Giardini da “Ali Confsal” (Associazione Lavoratori Italiani) e dall’ufficio legale del sindacato, ha così spiegato la sua posizione: “L’ente – scrive Rosario Gambacorta – contesterebbe alla lavoratrice lo svolgimento durante l’orario di servizio alle dipendenze dell’ente comunale presso il cimitero di altra attività lavorativa per conto della ditta Mesac, quale gestore dei servizi cimiteriali, in violazione del Piano Triennale di prevenzione alla Corruzione. Al fine di sgomberare il campo da ogni illazione si precisa che la signora Guerrieri durante l’orario di servizio alle dipendenze del Comune, ha prestato la propria opera secondo le direttive e il controllo del proprio responsabile di servizio, eseguendo esclusivamente i compiti a lei assegnati nell’interesse del Comune, il quale per altro non si è mai opposto allo svolgimento fuori dall’orario di servizio (e in giorni diversi da quelli indicati dal Comune) dell’attività lavorativa alle dipendenze della ditta “Mesac Srl”. Si precisa, inoltre, che l’attività di operaio generico alle dipendenze del Comune svolto in regime di part-time 50% verticale non rientra in quelle attività indicate nel piano triennale di prevenzione della Corruzione dell’Ente, oggetto di probabile conflitto di interesse”. Il sindacato ha anche effettuato una procedura di accesso agli atti che potrebbe portare la vicenda ad ulteriori eventuali sviluppi.

Fare chiarezza. “Non so come andrà lunedì – spiega Giovanna Guerrieri -. Mi auguro si chiarisca e si comprenda che la mia non è stata una condotta scorretta. Il mio rapporto con la ditta non confliggeva con il Comune e non ho arrecato alcun danno o pregiudizio al Comune né al servizio. Credo non ci siano mai stati casi di chi ha un “secondo impiego” e dovrebbe perciò operare in clandestinità e invece si guadagna da vivere nello stesso luogo del primo lavoro. Da parte mia non c’è stato alcun infingimento, sino alla lettera del 3 ottobre scorso nessuno mi ha mai contestato nulla”.

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