Rocco Forte

“Il Sole 24 Ore” conferma l’anticipazione lanciata il 14 ottobre scorso da BlogTaormina sull’interesse del gruppo Rocco Forte ad effettuare investimenti nel territorio di Taormina. Secondo quanto aveva già riportato il Financial Times, la catena alberghiera internazionale che fa capo al ricco imprenditore – nato in Gran Bretagna, di passaporto inglese ma italianissimo nel cuore – “sta preparando il suo più grande piano di espansione” e punta ad aggiungere ai suoi gioielli “tra le 25 e le 30 proprietà sparse per le grandi città europee entro i prossimi tre-cinque anni”.

La conferma. Il 14 ottobre scorso avevamo aggiunto noi – sulla base di fondate indiscrezioni – che Rocco Forte starebbe entrando sul serio nell’ordine di idee di investire a Taormina. Potremmo aggiungere di più ma per il momento ci limitiamo a registrare l’autorevole conferma di questo interesse concreto del Lord di Bournemouth per operazioni immobiliari nella Città di Taormina, in uno scenario ancora decisamente fluido, caratterizzato dalla complessità e la riservatezza che certe dinamiche impongono in un contesto del genere.

Ritorno di fiamma. All’orizzonte c’è un “ritorno di fiamma” tra Forte e Taormina e, forse si va verso un cerchio da chiudere con qualche anno di ritardo. E’ un amore di vecchia data quello di Sir Forte per la Perla dello Ionio dove la considerazione per la bellezza dei luoghi si sposa con la consapevolezza pratica che da queste parti si può fare business. Sin qui Forte ha osservato a distanza le dinamiche turistiche ed immobiliari di Taormina, in attesa del momento buono per entrare in scena ma qui – ricordiamo – a suo tempo Forte aveva tentato l’acquisto dell’hotel San Domenico Palace, prima che arrivasse poi nel 2016 l’immobiliarista Giuseppe Statuto a sorprendere tutti e a beffare persino la famiglia Al-Thani.

L’impero. Classe 1945, 74 anni ma con la passione di un ragazzino e un’abilità negli affari che ha pochi eguali, Forte guida insieme alla famiglia un impero nel quale i numeri rendono l’idea: nel 2017-2018 il Rocco Forte Hotels ha fatturato 206 milioni di sterline, con un Ebitda di 34,4 milioni. E’ una dinastia che parte agli inizi del Novecento con il papà Charles e ha portato nel tempo ad occuparsi con un impegno senza confini di 800 alberghi e 1.200 ristoranti, con quasi 100 mila dipendenti. Attualmente il gruppo Forte detiene 14 alberghi. “Ho trasformato la società, da operatore prettamente inglese a progetto di grande prestigio dell’hôtellerie internazionale – disse qualche tempo fa a Forbes – con l’acquisto della catena Meridien da Air France e di altri esclusivi alberghi come il George V a Parigi, il Sandy Lane alle Barbados, il Ritz di Madrid e il Plaza Athénée di New York”. E’ uomo di mondo Sir Forte ma il Bel Paese non lo ha mai perso di vista. “L’Italia è complicata. Ma io la amo. E so come navigarci”, è il mantra di Rocco Forte.

Le due ipotesi. La strategia di Rocco Forte, patron del Verdura Gol & Spa Resort a Sciacca, ma soprattutto uomo simbolo di una storia di successo, guarda in primis alle opportunità da cogliere nel mercato del settore alberghiero ma attenzione anche ad immobili di pregio per il settore affitti. Lo spiega in termini chiari e dettagliati “Il Sole 24 Ore”. Due ipotesi che non per forza confliggono e che potrebbero anche essere complementari nelle scelte che sta pianificando il gruppo britannico sulle ulteriori acquisizioni da fare in Sicilia.

Hotellerie e beni di pregio. “Di recente anche catene di altissima gamma come Rocco Forte Hotels si sono riconvertite al settore affitti – scrive “Il Sole 24 Ore” -. Il brand ha scelto, infatti, di gestire una palazzina in piazza di Spagna – battezzata Rocco Forte house – e di replicare il modello almeno nelle città e nelle location in cui è già presente. L’edificio romano è un palazzo storico del XVII secolo, oasi privata di cinque suite in media di 150 mq, per gli amanti della discrezione e di una accoglienza «su misura».

L’albergo personalizzato. «Il mondo alberghiero vive un momento positivo e di grande concentrazione – ha detto al “Sole 24 Ore” Maurizio Saccani, director of operation di Rocco Forte Hotels -. La nascita di grandi conglomerate libera nicchie importanti per una clientela che sempre più predilige l’albergo personalizzato. In questa nicchia di qualità ci collochiamo noi». E a fianco di una strategia di aperture a ritmi serrati, soprattutto in Europa, ma anche sulla costa americana, si affianca la scelta di valutare l’opportunità di gestire appartamenti di pregio.

Rocco Forte in un meeting a San Pietroburgo

Altre operazioni. «Il concept Rocco Forte house sarà replicato in altre location – dice ancora Saccani – e sarà in continua evoluzione. La size ideale sarà di una quindicina o ventina di suite, con libreria all’ingresso, aree fitness importanti e altri servizi, tra cui la possibilità di avere chi cucina per noi una colazione su misura. Stiamo valutando diverse aree, Milano e Firenze in primis». E c’è l’interesse per Londra dove da anni il brand gestisce il famoso Brown Hotel.

Investimenti in Sicilia. “In Sicilia – si legge su “Il Sole 24 Ore” – verranno inaugurate il primo giugno 2020 le prime 20 ville al Verdura resort. Tra le prossime tappe? Ancora la Sicilia, dove sempre a giugno riaprirà il Villa Igiea di Palermo (con le prime 66 camere ristrutturate) e si guarda anche a Taormina, e la Puglia – dove il gruppo ha acquisito la gestione della masseria Torre Maizza -, magari a Lecce «città che merita strutture di alto livello» dice ancora. Tra le altre città sulle quali puntare, anche per affitti brevi, ci sono Verona e Siena. E Venezia? «È una città difficile» spiega Saccani, che ha iniziato proprio qui la sua carriera nell’ospitalità nel 1978 all’hotel Cipriani, albergo passato poi al gruppo Belmond (acquisito quest’anno da Lvmh, che proprio a Taormina a sua volta possiede ora due gioielli Belmond, gli hotel Timeo e Villa Sant’Andrea) per il quale il manager ha lavorato fino a qualche anno fa”.

L’indizio. Un segnale importante Saccani lo ha dato nel momento in cui ha evidenziato come “uscire dalla logica degli hotel in città può dare risultati con un rischio inferiore”, e “per questo si possono riscoprire location di vacanza dove creare resort di pregio”. Lo dimostra, d’altronde, Taormina, icona del top travel in un territorio di appena 11 mila abitanti che – nel rapporto tra posti letto e quantum demografico della popolazione residenti – ha la più alta concentrazione di strutture ricettive in Sicilia e vanta in città 11 hotel a cinque stelle che potrebbero salire già nel 2020 a 12. Soprattutto se Rocco Forte, da qui a qualche mese, dovesse decidere di affondare il colpo e chiudere l’acquisto di uno dei gioielli dell’hotellerie taorminese.

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