Antonio D'Aveni con il governatore Nello Musumeci

Il consigliere di opposizione Antonio D’Aveni prende posizione sulla recente nota della maggioranza di governo di Taormina che nei giorni scorsi ha sferrato un duro attacco all’ex presidente del Civico consesso, lamentando un’aggressione fisica durante i lavori consiliari ai danni del consigliere Salvo Brocato. Sulla questione D’Aveni replica con un documento che riceviamo e pubblichiamo.

Il ruolo di consigliere. “In ordine alle gravi dichiarazioni della maggioranza consiliare che ha stigmatizzato i comportamenti del sottoscritto nella seduta del 21 novembre scorso, mistificando la verità di quanto avvenuto, desidero preliminarmente ringraziare i miei colleghi della minoranza per aver chiarito la realtà dei fatti. Il sottoscritto ha sempre svolto il proprio ruolo sia di consigliere che di presidente del civico consesso, con passione e rispetto delle istituzioni e sempre nell’esclusivo interesse del Comune di Taormina, senza mai tutelare interessi personali propri o di altri parti della città. Sfido chiunque a provare il contrario. In questo anno e mezzo di attività all’opposizione, il sottoscritto insieme ai propri colleghi della minoranza consiliare ha sempre dato utili suggerimenti per garantire la legittimità delle delibere e a tutela dell’Ente; esempio lampante ne è la delibera per eliminare l’area di stoccaggio dei materiali inquinanti dalle falde acquifere di Trappitello (proposta di delibera, presentata dallo scrivente, che, sol per ciò, è stata per ben tre volte in precedenza bocciata da questa presuntuosa quanto superficiale maggioranza) o come la delibera relativa al piano delle valorizzazioni per demolire il vecchio mattatoio, da noi votata favorevolmente e deliberata grazie alla presenza in aula della minoranza che ha mantenuto il numero legale per il bene del paese (mancavano 4 consiglieri di maggioranza)”.

L’interesse pubblico. “Tale modalità di svolgimento della propria funzione di consigliere si è resa necessaria a causa dei numerosi errori, strafalcioni e soprattutto violazioni di legge che le proposte di delibere giunte all’attenzione del consiglio comunale hanno fino ad oggi presentavano. In luogo di una attività di indirizzo politico propria del consigliere comunale il sottoscritto si è trovato costretto a dover salvaguardare l’interesse pubblico e la legittimità dell’azione amministrativa del Comune di Taormina minata da un’azione politica dell’organo esecutivo, attraverso le proposte di delibera del Consiglio comunale e delle delibere della Giunta, che si traduce nella tutela di interessi di parte e dei singoli, in spregio alla legge”.

La strategia. “E’ di cristallina evidenza il motivo per cui il sottoscritto, venga fatto apparire come un demonio da questa coesa coalizione politica che governa la città. Il sottoscritto rappresenta insieme ai colleghi di minoranza l’ostacolo al produrre atti illegittimi a salvaguardia degli interessi particolari. Si vorrebbero dei consiglieri incompetenti, non in grado di comprendere i contenuti dei provvedimenti e dunque silenziosi. Ci dispiace ma la minoranza è formata da consiglieri di esperienza e in mancanza di questa da consiglieri attenti e rispettosi della legge. E adesso la maggioranza adotta la strategia politica di distogliere l’attenzione della cittadinanza dai loro errori, dalla mancata partecipazione alle sedute dei consiglieri di maggioranza nel numero sufficiente a garantire la validità della seduta, e da delibere finalizzate a garantire interessi di parte, attraverso comunicati stampa che stigmatizzano un comportamento mai tenuto dal sottoscritto, che ovviamente infastidisce la loro possibilità di agire indisturbati”.

Il dispetto. “Infatti non ho mai usato violenza a nessuno (se così non fosse stato, prova ne sarebbero state le ferite e/o le contusioni inferte a seguito di tale presunto attacco, nonché l’immediato intervento dei vigili urbani, presenti in aula consiliare, proprio al fine di garantire l’ordine pubblico). Ho solo invitato il consigliere Brocato a sedersi correttamente nel suo scranno invece di girare le spalle ed il “sedere” all’emiciclo, ai consiglieri, al presidente e al sindaco, al solo scopo di fare un dispetto al sottoscritto. E’ ovvio che tutto questo non sarebbe accaduto se il Presidente del Consiglio, come era suo dovere, nell’ambito del compito di dirigere l’ordinato svolgimento dei lavori consiliari, avesse personalmente provveduto a richiamare il consigliere Brocato a tenere un comportamento rispettoso dell’aula”.

Il consigliere apostrofato. “Ma ormai si sa, il presidente del Civico Consesso è sempre pronta a richiamare all’ordine il consigliere D’Aveni, sorvolando e facendo finta di non vedere e non sentire i comportamenti e le parole proferite dai consiglieri di maggioranza. Ed infatti, a riprova dell’essere di fronte ad un presidente di parte e non a garanzia dell’aula, come istituzionalmente il ruolo richiederebbe, mi sembra strano che il presidente e la maggioranza consiliare non trovino offensivo e lesivo del ruolo di consigliere comunale, il comportamento del sindaco che in una seduta del Consiglio comunale ha apostrofato come “deficiente” il sottoscritto; o, peggio ancora, il comportamento del vicesindaco che in commissione si scaglia fisicamente contro il sottoscritto e viene trattenuto dai suoi colleghi che impediscono il peggio e proferisca frasi come “escremento di cane”, “ietta sangu” e “devi morire”. Questo forse per la maggioranza è un “fare” istituzionale e rispettoso del ruolo che ricoprono”.

Stranezze. “Mi sembra strano, altresì, che non ci si indigni di un giovane consigliere di maggioranza che “sputacchia” il viso di un consigliere di minoranza, nello specifico lo scrivente, solo perché quest’ultimo si è permesso di contestare la bontà di una proposta di delibera portata dalla sua coalizione. Mi sembra strano che non ci si indigni per attività ricettive, riconducibili a consiglieri comunali di maggioranza, che sono divenuti padroni assolute di posti auto e di vie comunali con quasi precluso l’utilizzo pubblico. Mi sembra strano che non si indignino per assunzioni di parenti presenti e future. Mi sembra strano che non ci si indigni per chi ha avuto vantaggi da mostre a Palazzo Corvaja, dal G7, e da ditte che hanno svolto servizi per il Comune di Taormina e che adesso professano il cambio di passo. Mi sembra strano che non ci si indigni per chi tutelava le attività produttive che non versavano la tassa di soggiorno o per errori nell’invio e/o riscossione della stessa. Mi sembra strano che non ci si indigni per consiglieri cronicamente assenteisti in aula consiliare (i cittadini li votano per esserci)”.

Altri interrogativi. “Mi sembra strano che non ci si indigni per continui errori amministrativi, per atti illegittimi, per l’esecuzione di lavori senza idoneo titolo amministrativo e copertura finanziaria, per assunzioni di ditte per la raccolta dei rifiuti, con mera ordinanza sindacale, senza la stipula di un contratto e la previsione di penali in caso di non esecuzione a regola d’arte degli interventi. Mi domando e vi domando: tutto questo è essere istituzionali? Rappresentare bene l’ente? E’ sinonimo di legalità? La mia risposta è no. Ma non conta. Quello che conta è che ci sia silenzio, il rumore dà fastidio. La polvere deve stare sotto il tappeto. E le recenti vicende giudiziarie lo dimostrano. Concludo dicendo che sapere di essere, io insieme ai miei colleghi di minoranza, i baluardi della legalità del comune di Taormina,rispetto ad una Amministrazione silente, mi rende sempre più orgoglioso e mi spinge ancor più a svolgere sempre con maggiore passione il ruolo di controllo dell’azione amministrativa. Non permetteremo ogni sorta di illegittimità ed ancor peggio illegalità. Il Comune è un’Istituzione, non un luogo da mettere a servizio di interessi particolari. Prima di tutto è la città, che va difesa realmente, concretamente e non a parole”.

Fastidio e ostacolo. “Noi vigileremo sempre di più. Il tentativo di intimidazione e diffamazione subiti in questi giorni, ma non solo, mi fa capire di essere sulla giusta strada e che l’azione di opposizione posta in essere, con i mie colleghi di minoranza, è corretta. Quando una maggioranza politica si rivela coesa nell’attaccare un solo consigliere comunale è chiaro che lo fa perché quest’ultimo è il fastidio, l’ostacolo da abbattere contro la loro distorta quanto pericolosa visione della gestione del bene pubblico. E’ chiaro che non ci riusciranno. Sono convinto e fiducioso che la cittadinanza non si farà manipolare dai protagonisti palesi e nemmeno da quelli occulti, che sono dietro le quinte. La gente ha compreso l’inganno e ci invita a continuare nel nostro operato”.

© Riproduzione Riservata

Commenti