Palacongressi di Taormina

Il Comune di Taormina ha 58 immobili disponibili alla valorizzazione o eventuale alienazione ma dai suoi beni riceve “spiccioli” o forse è meglio dire nemmeno quelli. E’ l’impietoso dato che emerge dalla situazione attuale dalle stime del patrimonio di Palazzo dei Giurati. Per questo l’assessore al Bilancio e al Patrimonio, Alfredo Ferraro, a margine dell’avventura approvazione in Consiglio comunale del Piano di Alienazione dei beni comunali, ha evidenziato la necessità di rivedere in particolare la politica degli affitti, cercando delle soluzioni in grado di incentivare le entrate per l’ente locale. Ad oggi il Comune ha pochi immobili locati, da questi edifici riceve cifre che non portano significativi introiti e in qualche caso si registrano pure delle morosità per locali affittati alla discussa cifra di oltre 10 mila euro di canone. Ma soprattutto ci sono beni ipervalutati che non producono nulla o quasi.

Le criticità. “Nel nostro Comune – ha detto Ferraro – per quanto concerne le attività commerciali locate o da poter locare, e nella parte cioè attiva del patrimonio, c’è una fortissima criticità nel ricevere gli affitti. Tutti gli immobili disponibili hanno un valore complessivo di 11 milioni e 280 mila euro. Ho avviato delle verifiche per avere contezza esatta di che tipo di affitti riceve al momento il Comune e faremo le opportune valutazioni del caso per capire cosa si può fare per cercare di migliorare lo stato attuale delle cose”.

I gioielli nell’oblio. Ci sono casi limite, poi, di beni che dovrebbero essere la punta di diamante del patrimonio ma dai quali il Comune non ottiene un euro, come il Palacongressi, dove nel 2020 dovrebbe essere avviato un bando gara per darlo in gestione a privati ma prima bisognerà eseguire i lavori da 300 mila euro appena finanziati dalla Regione per sistemare la parte scenica e così permettere che la struttura possa accogliere, oltre ai convegni, anche eventi culturali e spettacoli. Il Palacongressi vale oltre 15 milioni di euro ma sin qui rimane un’incompiuta. Molto peggio vanno le cose per il Capalc di contrada Sant’Antonio, valutato addirittura 22 milioni 735 mila euro ma il cui reale valore sul mercato rischia di crollare sotto il 30 per cento di quella cifra astronomica perché com’è noto, e’ in abbandono da quando venne realizzato oltre 30 anni fa.

Cambiare passo. “E’ emersa – ha evidenziato inoltre nella sua ricognizione Ferraro – la mancanza di un raccordo costante tra la struttura preposta alla gestione del patrimonio, il servizio finanziario, il servizio tecnico, il servizio urbanistica e gli organi elettivi gestionali e di programmazione del Comune. Si tratta di situazioni che devono essere affrontate e superate se si vuole arrivare ad una gestione del patrimonio corretta e funzionale; infatti non sono sufficienti le iniziative intraprese dalle varie amministrazioni, che hanno consentito sporadici interventi nel settore”.

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