Mario Bolognari, sindaco di Taormina

Torna in primo piano il mistero del nuovo Prg a Taormina, approvato nel marzo 2004 dall’allora Consiglio comunale ma il cui iter non è mai arrivato poi a compimento e che, di fatto, è stato a suo tempo poi bocciato dalla Regione Siciliana. La questione, a distanza di 15 anni, rimane un vulnus per la città, sin qui ancorata alla vecchia programmazione urbanistica del vecchio Piano regolatore (ancora vigente) esitato in Consiglio nel lontano 1976.

La promessa elettorale. Sull’argomento l’opposizione ha presentato un’interrogazione già nel settembre 2018 che è stata discussa soltanto adesso in aula e ha sollecitato chiarezza sulla situazione al sindaco Mario Bolognari, contestando che “stando alle promesse fatte sui palchi in campagna elettorale il Prg avrebbe dovuto essere all’ordine del giorno della prima seduta della nuova consiliatura ma dopo un anno e mezzo non c’è stato ancora nessun dibattito e nessuna iniziativa sul Piano regolatore”. Il primo cittadino ha risposto annunciando la costituzione di un Ufficio di Piano.

Proposta stravolta. “Nel 2004 i progettisti hanno fatto una proposta che poi è stata completamente stravolta in Consiglio comunale – ha detto Bolognari -. Ciò ha portato alla bocciatura del piano e al pagamento delle spettanze tecniche ai professionisti. E’ stata una debacle completa. A questo punto va fatto un Ufficio di Piano e redigere una delibera in cui tracciare i paletti nei quali questo ufficio dovrà muoversi, se consideriamo sature le zone fabbricabili, se ci dovranno essere delle infrastrutture, se deve avvenire uno sviluppo e dove eventualmente”.

L’idea politica. “Le linee guida verranno sottoposte al Consiglio, che darà il suo definitivo via libera per impedire che domani, di fronte ad una proposta che seguirà quelle linee guida, ci possa essere un conflitto analogo a quello verificatosi nel 2004. Il Consiglio comunale dovrà indicare qual’è l’idea politica di sviluppo della città, se vogliamo imbalsamare il territorio, se vogliamo stravolgere la città o trovare una via di mezzo. A quel punto consegneremo le indicazioni all’Ufficio di Piano con un supporto tecnico, esterno, a costi più bassi di quelli che di solito si fanno per un incarico di redazione di una variante di Prg”.

Confronto pubblico. “E’ chiaro – continua il primo cittadino – che dovremo anche confrontarci anche con la città, con i tecnici, con le categorie produttive, commercianti e albergatori, imprenditori vari, perché si sta parlando di sviluppo edilizio e di settori di una certa importanza che oggi sono in grande crisi e giustamente bisogna confrontarsi con le varie esigenze”.

Autocritica. “Faccio comunque autocritica – ha aggiunto Bolognari -, sul fatto di aver pensato di poter affrontare tutto questo, invece ho dovuto individuare di recente un assessore che si occuperà di questa procedura importante, delicata e che avrà bisogno di pazienza e di conoscenza degli aspetti giuridici, urbanistici, tecnici, sociali ed economici, che riguardano la variante al Prg, e solo di recente ho conferito mandato all’avvocato Graziella Longo un assessorato specifico che non concerne la competenza nel campo urbanistico come si è intesa negli anni e cioè dell’edilizia urbanistica, ma appositamente per la formulazione proprio della variante al Prg”.

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