il Tar di Catania

Si preannuncia una battaglia legale tra il Comune di Giardini e una società con sede nella località naxiota che ha presentato un ricorso al Tar di Catania contro l’ente locale e nei confronti della Regione Siciliana (assessorati all’Ambiente e alle Attività Produttive) per lo stop imposto dal Consiglio comunale alla proposta di realizzazione di un centro commerciale in zona Pallio.

Eccesso di potere. La società “D’Amore”, nota e stimata azienda che già detiene la titolarità di un importante centro commerciale esistente nel territorio di Giardini, contesta con un ampio ed articolato ricorso “l’eccesso di potere per travisamento, per difetto e per erroneità dei presupposti” in opposizione al Puc (Piano Urbanistica Commerciale) deliberato il 27 maggio scorso dal Consiglio comunale di Giardini Naxos. Il ricorrente ha presentato nel 2008 istanza volta ad ottenere l’approvazione, in variante al Prg, di un progetto per realizzare una nuova grande struttura commerciale di vendita, in contrada Pallio, con destinazione “E” agricola. Nell’istanza era stato anche chiesto il rilascio della concessione edilizia e della licenza amministrativa. Nel 2011 c’era stata poi la conferenza dei servizi nella quale venne acquisito il parere favorevole dell’assessorato al Territorio ed Ambiente e l’istanza venne “accolta” e “poichè la realizzazione della struttura comporta variante allo strumento urbanistico è stata demandata al Consiglio comunale l’approvazione definitiva del progetto medesimo”. “Si tratta – evidenzia il privato – di un’unica grande struttura di vendita non alimentare”.

La variante. Si rileva poi nel ricorso come la contrada Pallio già ospita “in zona E agricola altre grandi strutture di vendita. Poi nel maggio 2018 il Consiglio ha deciso di non approvare la proposta di variante al Prg proposta dal privato ed è stata avviata una causa con il Comune di Taormina. E il 18 luglio scorso il Consiglio ha adottato il “Piano di Urbanistica Commerciale”, “in variante al Prg vigente”, localizzando “le aree destinate alle strutture commerciali di vendita nella zona D1 e D2 del Prg, destinate rispettivamente all’industria legge e all’artigianato e ha ritenuto che tale localizzazione non comporterebbe variante urbanistica”.

Attività di vicinato. In sostanza, il Civico consesso ha detto No a nuovi centri commerciali, ritenendo invece di dare la possibilità di nuove attività dedite ad attività di piccola impresa, in un’ottica cioè volta ad incoraggiare il “commercio di vicinato, pubblici esercizi e artigianato locale”. Il privato si oppone alle deliberazioni del Puc, ritenendo che “non esistono aree diverse da quelle agricole nelle quali localizzare una struttura commerciale di vendita” e considerando “erronea e illegittima” la previsione del Comune sulle aree alternative nella quali insediare una grande struttura al di sotto dei 2500 mq.

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