Pippo Perdichizzi
l'avvocato Pippo Perdichizzi

Mentre a Palazzo dei Giurati si istituisce una Commissione consiliare ad hoc per fare le valutazioni del caso e per analizzare anche la situazione degli uffici, l’inchiesta “AcqueWin” (che nei giorni scorsi ha portato all’arresto dell’avvocato Francesco La Face, per diversi anni consulente legale del Comune di Taormina sulla riscossione delle morosità, e al divieto di dimora in città dell’ex dirigente comunale Giovanni Coco) potrebbe avere “ulteriori sviluppi per il Comune stesso”. A soffermarsi sui possibili rischi per il Comune di Taormina è l’avvocato Giuseppe Perdichizzi, esponente taorminese della “prima ora” della Lega di Matteo Salvini ex consulente legale ed esperto dell’ex sindaco Mauro Passalacqua tra il 2008 e il 2013. Perdichizzi a suo tempo si occupò di vicende altrettanto spinose come il recupero delle morosità sugli affitti comunali.

Cosa rischia il Comune. “Se i fatti oggetto di indagine saranno confermati e nell’eventualità, quindi, in cui dovesse esserci un rinvio a giudizio degli interessati – spiega Perdichizzi – il Comune di Taormina, più che costituirsi parte civile sarà chiamato come responsabile civile e dovrà risarcire i danni subiti dagli utenti e dai taorminesi che risultano loro malgrado ancora morosi. Attendiamo con fiducia le determinazioni della magistratura ma, nel frattempo, la politica taorminese la smetta di sventolare il candore degli struzzi”.

Nessun giudizio. “Il sindaco ha preannunciato la costituzione parte civile del Comune e lo ha fatto in perfetta buona fede e come un atto dovuto. Senza nulla togliere a quella dichiarazione avvenuta nelle ore immediatamente successive ai fatti dell’indagine “AcqueWin” – continua Perdichizzi -, bisognerà valutare con molta attenzione la situazione. E’ una vicenda che impone prudenza e nella quale non bisogna dare alcun giudizio o fare valutazioni affrettate. Anche perché trattandosi di un’indagine che riguarda un ex funzionario del Comune e un ex incaricato di pubblico servizio, se le persone oggetto del procedimento non dovessero essere assolte dalle ipotesi di reato mosse nei loro confronti, il Comune entrerebbe nel processo non come parte lesa ma come responsabile civile, tenendo cioè conto che alcuni utenti potrebbero a loro volta costituirsi nell’eventuale processo”.

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