il prof. Franco Ortolani

Si è spento stanotte a Napoli Franco Ortolani, senatore del Movimento Cinque Stelle ma soprattutto uomo simbolo in Italia della lotta contro i veleni e i crimini della Terra dei Fuochi. Professore ordinario di Geologia all’Università Federico II, Ortolani ha dedicato la sua vita all’insegnamento, alla lotta per la difesa dell’ambiente e della salute umana, da promotore di comitati contro discariche e roghi tossici ed è stato un illuminato studioso dei fenomeni geoambientali e alluvionali di cui era probabilmente il massimo esperto in Italia.

L’incontro a Taormina. Dieci anni fa insieme al prof. ing. Angelo Spizuoco e con alcuni amici professionisti tra i quali l’ex dirigente della Forestale di Messina, Pippo Aveni si dedicò allo studio dell’alluvione di Giampilieri, lo scenario del rischio idrogeologico e la messa in sicurezza di quei luoghi devastati da colate di fango che provocarono la morte di 37 persone. In quello stesso periodo venne a Taormina e, mentre ammirava la baia di Villagonia, mi espresse il desiderio di poter mettere a disposizione le sue conoscenze a disposizione della nostra città, che amava chiamare “una perla sul mare”. “Per un napoletano la Sicilia è come sentirsi a casa”, fu una delle prime cose che disse al suo arrivo a Taormina e lo disse a chi, come il sottoscritto, conosce a sua volta profondamente la realtà di Napoli e la Campania nei suoi mille volti. Condividevamo, soprattutto, la convinzione sociale e la consapevolezza storica, più che mai attuale, di quel Sud annesso ma mai unito, troppo spesso illuso e mortificato, abbandonato al suo destino.

L’impegno a Taormina. Da quel momento iniziò una leale amicizia e collaborazione non soltanto con il sottoscritto ma più in generale con la Città di Taormina, scrisse tante volte su BlogTaormina, negli anni scorsi fu esperto del Comune di Taormina e in questa città porta la sua firma l’attuale Piano di Protezione Civile approvato nel 2013 dal Consiglio comunale, qui propose l’alert system da lui ideato per salvaguardare la popolazione in caso di fenomeni alluvionali e calamità. Si occupò tra le altre cose anche del mistero dell’acqua torbida e si era impegnato per un progetto di recupero geoambientale della spiaggia di Isolabella. Tante altre cose avrebbe voluto fare a Taormina, è mancato il tempo, l’occasione e forse anche la capacità di questa città di comprendere davvero lo spessore di questo eccelso studioso.

La malattia. Nel 2018 accettò la candidatura alle elezioni politiche per il M5S e fu eletto senatore. Da quei banchi parlamentari voleva dare nuova linfa e ulteriore vigore, anche legislativo, all’impegno di tutta una vita per sconfiggere la Terra dei Fuochi. Ma lo scorso agosto un nemico ancora più subdolo e spietato gli ha sbarrato la strada ed è allora, con grande dignità e con la sua proverbiale capacità di “normalizzare” i momenti più drammatici, che decise di annunciare pubblicamente la malattia. Disse di avere due tumori “per colpa dei veleni in Campania”, vittima anche lui di quella maledetta Terra dei Fuochi che ha sempre combattuto. Aggiunse: “Non ho nessuna intenzione di arrendermi e si sottopose ad un intervento.

A testa alta verso la fine. In tanti lo hanno incoraggiato pubblicamente e in privato. Lo scorso settembre ebbi modo di rinnovargli i miei auguri anch’io e mi disse: “Caro amico non mollo”. Ostentava quel suo inguaribile ottimismo ma lo sapeva che la fine si stava avvicinando. Il destino stava prendendo il sopravvento ma lo ha affrontato con dignità, a testa alta, senza farsi rubare il sorriso. Aveva 75 anni ma sino all’ultimo istante ha onorato la vita con l’entusiasmo e la passione di un ragazzino. Oggi Franco Ortolani non è morto, proseguirà le sue nobili battaglie lassù e continuerà a vivere nei cuori e nei pensieri di tutti quelli che lo hanno conosciuto e che hanno avuto il privilegio di essere amici di un uomo straordinario. Ciao professore.

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