Mauro Passalacqua, ex sindaco di Taormina

L’operazione “AcqueWin” della GdF che ha portato all’arresto dell’avvocato Francesco La Face e al divieto di dimora in paese dell’ex dirigente comunale Giovanni Coco scuote il Comune di Taormina ed è un terremoto giudiziario che attraversa oltre un ventennio e 6 legislature di vita politica della città. Sulla vicenda interviene Mauro Passalacqua, sindaco di Taormina dal 2008 al 2013

Incarichi ventennali. “L’avvocato La Face – spiega Passalacqua – non ha mai interrotto il rapporto di incarico con il Comune, che parte dal 1993 (allora Giunta Bolognari) ed è stato reiterato da tutti i vari sindaci. Qualcuno dice che sia stato io a reincaricarlo ma non è così. Tutte le varie Amministrazioni riconfermano nella maggior parte dei casi dirigenti ed esperti. Per quanto risulta a me appariva chiaro che il lavoro veniva svolto dal professionista e anche rendicontato. Non c’erano elementi che facevano presupporre il grave quadro emerso invece in queste ore con le relative ipotesi di reato. Per altro, nella mia sindacatura avevo sollecitato e ottenuto un’azione di recupero somme a carico, in particolare, degli alberghi. Furono fatte le opportune azioni e ricordo che recuperammo 3 milioni di euro circa di morosità sull’acqua. Perciò a noi l’azione appariva efficace e nessuno poteva sapere, sospettare o immaginare fatti di tale gravità”.

Le vittime sono i cittadini. “Sono dispiaciuto per tutto quello che emerge ora, non entro nel merito di quanto dovrà essere accertato dalla magistratura ma soprattutto se dovesse essere dimostrato che tutte queste cose sono accadute, è chiaro che le vittime sono i cittadini”. “Se avessi avuto un sospetto avrei agito di conseguenza – aggiunge Passalacqua -. Al momento del mio insediamento, dove ho notato qualcosa che non mi convinceva, ho provveduto al cambio di 3 dirigenti e stavo lavorando su un quarto atto. Lascio ad altri ogni vittimismo, ma se c’è qualcuno che ha pagato un prezzo sul piano personale e politico è il sottoscritto per aver avuto il coraggio da sindaco di fare determinate scelte, sapendo che chi è lì deve fare scelte anche sgradevoli e impopolari”.

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