Eligio Giardina
Eligio Giardina,ex sindaco di Taormina

L’inchiesta “AcqueWin” della Guardia di Finanza sulla corruzione al Comune di Taormina attraversa un ventennio di vita politica ed amministrativa della città e sulla vicenda si registrano anche delle dichiarazioni dell’ex sindaco Eligio Giardina, che ha guidato Palazzo dei Giurati 2013 al 2018 e nella cui sindacatura venne poi tolta nel 2013 la dirigenza al dirigente Giovanni Coco (rimasto poi al Comune sino al 31 dicembre 2018 come responsabile di area) e ci fu la decisione di non rinnovare l’incarico all’avvocato Francesco La Face per la riscossione coatta.

“No ad incrostazioni”. “La mia decisione su Coco – spiega Giardina – avvenne nell’ottica di una rotazione dei dirigenti e dei dipendenti del Comune, per una corretta gestione delle funzioni apicali nei vari uffici. Chi era ai Tributi, ad esempio, venne spostato al Commercio, e viceversa, e nello specifico a Coco venne tolta la gestione del servizio acquedotto ma anche quel provvedimento l’ho posto in essere perché ritenevo che tutti i dirigenti e responsabili di servizio dovessero spostarsi periodicamente da un incarico ad un altro e saper svolgere più attività. Non era condivisibile far rimanere i dirigenti per più tempo negli stessi uffici. Bisognava fare in modo che negli uffici non ci fossero “incrostazioni”, e con questa espressione non voglio fare alcun riferimento personale ma ribadire il senso della mia azione”.

“Ostacolato dagli uffici”. Giardina spiega le sue scelte e di essere stato avversato negli anni della sua sindacatura da alcuni uffici comunali. “Ci tengono comunque ad evidenziare – continua Giardina – che da sindaco di Taormina sono stato io colui che ha tolto a diversi funzionari la carica di dirigente, a Coco ma anche ad altri che avevano usufruito di quella qualifica senza averne i titoli. E proprio per alcuni miei provvedimenti come quello sono stato poi criticato e ostacolato dagli uffici comunali”.

La parola alla magistratura. “Sui fatti di queste ore, comunque – conclude Giardina -, non voglio esprimere nessun giudizio, lascio ai miei concittadini ogni valutazione. Non entro nel merito di gravi vicende sulle quali la magistratura farà le sue opportune verifiche e accerterà come sono andate le cose”.

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