il dibattito sulle tasse a Taormina

Il Comune di Taormina intensifica la caccia ai tributi sin qui non riscossi dal forziere di Palazzo dei Giurati. Nell’ambito dell’avvenuta approvazione del bilancio consuntivo 2017, avvenuta in Consiglio comunale martedì scorso, il sindaco Mario Bolognari ha annunciato che il Comune avvierà una procedura pubblica per appaltare, tramite esternazionalizzazione del servizio, la riscossione coattiva dei tributi. Si punta a far rientrare nel forziere municipale una cifra pari ad almeno 3 milioni e mezzo di euro.

Questione di equità. “Sulla capacità di riscossione da parte dell’ente locale noi stiamo facendo gli accertamenti del dovuto – ha detto Bolognari -. Non so se si possa chiamare “evasione” ed evidentemente non siamo di fronte ad una evasione fiscale. Ci sono persone che non pagano, lo Stato sostiene che vuole mettere i Comuni nelle condizioni di riscuotere ma poi, nei fatti, i Comuni quali poteri hanno di riscuotere veramente? Scarsissimi. Gli imprenditori cosa fanno? Prima pagano le spettanze all’Ufficio dell’Entrate, poi pagano i fornitori e se rimangono delle somme pagano il Comune. Tutte le scoperture sul pagamento delle bollette dell’acqua, non come numero ma come cifra, riguardano principalmente gli albergatori, significa cioè che c’è un autofinanziamento. Invece, insomma, di andare a prendere i soldi in banca, c’è chi non non paga le bollette dell’acqua, o non paga Imu e altri tributi. Questo è un punto importante perché c’è una questione di equità tra i cittadini. Noi paghiamo l’addizionale comunale e regionale Irpef, che è molto costosa e che si paga anticipatamente sulla busta paga, mentre il commerciante o l’imprenditore può evadere “tranquillamente”, nel senso che ho detto e che non è esattamente una evasione”.

Appaltare la riscossione coatta. “Se noi siamo nel solo esercizio 2017 al 55% di riscossione – ha evidenziato Bolognari – significa che dobbiamo immediatamente procedere ad appaltare all’esterno la riscossione coatta. Basterebbe arrivare al 65% e ciò significherebbe recuperare circa 3 milioni e mezzo di euro in più. Con questa somma si potrebbe fare tantissime cose e si potrebbero coprire vari debiti che ha il Comune. Se pensiamo che il piano di riequilibrio del Comune di Taormina (esitato nel 2017, ndr) vale 18 milioni di euro e noi, in un colpo solo, con il 10% in più di riscossione copriamo 3 milioni e mezzo, significa che il Comune di Taormina è in perfetto equilibrio. E qui concordo con quello che ha detto anche il consigliere di opposizione Salvo Cilona. Ma dobbiamo sbrigarci ad approvare i bilanci”.

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