si accende la polemica sui morosi a Taormina

Dibattito sempre più serrato tra il Comune e gli operatori economici sul caro affitti che affligge le attività commerciali di Taormina e ora nel confronto a distanza in atto tra le parti si inserisce l’eco di alcune dichiarazioni fatte in Consiglio comunale dal sindaco Mario Bolognari sul mancato pagamento dei tributi da parte degli imprenditori. “Gli imprenditori cosa fanno? Prima pagano le spettanze all’Ufficio dell’Entrate, poi pagano i fornitori e se rimangono delle somme pagano il Comune”, ha detto in aula il primo cittadino. E sul tema arriva una replica dell’Associazione Imprenditori per Taormina.

Le responsabilità sulla riscossione. “Non riusciamo a capire come si possano fare certe dichiarazioni che ci lasciano, per forza di cose, attoniti – si legge nella nota a firma del presidente di Aipt, Carmelo Pintaudi -. Non si può consentire che ci venga l’accusa di evadere il pagamento dei tributi. Non si può generalizzare e colpevolizzare tutti, bisogna distinguere l’imprenditore onesto e che ha sempre pagato e opera in piena correttezza dai casi di chi invece magari, non ottempera ai suoi obblighi e magari fa leva sull’assenza dei necessari controlli da parte del Comune. La responsabilità non può essere, quindi, degli operatori economici ma delle varie Amministrazioni che si sono susseguite al governo della città e non hanno posto in essere le necessarie azioni per una corretta capacità di riscossione da parte dell’ente pubblico, che invece ha accumulato una lunga serie di morosità. Quindi non ha funzionato la macchina dei controlli delle Amministrazioni e ciò ha permesso casi di evasione ma ha anche causato diversi esempi di mancate notifiche delle bollette o, al contrario, richieste di pagamento reiterate talvolta in termini errati e relative richieste di somme non dovute agli operatori economici. La mancata riscossione non può essere pertanto addebitata soltanto agli operatori economici e vanno riconosciute le responsabilità da parte di tutte le Amministrazioni che hanno determinato questo stato di cose. Non si possono attribuire responsabilità improprie agli operatori economici”.

Il caro affitti. Poi Aipt torna sul caro affitti in città: “Il Comune dovrebbe fungere da calmiere in una situazione che rischia di diventare “esplosiva” ed è già insopportabile per tanti operatori economici che sono in difficoltà. Il Comune non può fare nulla, è vero, ma allo stesso modo non deve creare il problema e a questo ci riferivamo quando abbiamo evidenziato che negli anni scorsi sono stati dati in affitto dal Comune degli immobili a cifre fuori mercato e si è dato spunto ai possessori di immobili di far propri quei prezzi eccessivi per imporli nelle attività economiche. Il Comune è un contraente diverso rispetto al privato. Non non abbiamo mai detto di voler avanzare richieste di risarcimento danni al Comune sugli affitti: contestiamo la mancata tutela il territorio. Lo dimostrano i suoli pubblici concessi che non sono a norma rispetto a quanto prevede il vigente regolamento. Visto che non si riesce o non si vuole fare un nuovo regolamento, che si faccia almeno rispettare il precedente. C’è una concorrenza sleale in cui la palese illegalità viene premiata e chi rispetta regole invece viene penalizzato. Rilasciare concessioni di suoli pubblici senza il giusto rapporto di congruenza tra le superfici interne ed esterne attribuisce ad alcuni immobili un valore improprio, che consente in alcuni casi ad alcuni privati di imporre canoni di locazione fuori mercato”.

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