Mario Bolognari, Nino Scandurra e Pietro D'Agostino

“Il caro affitti a Taormina? Bisogna essere obiettivi e guardare in faccia la realtà sapendo che purtroppo non si può far niente per imporre dei prezzi più bassi”. Lo afferma il presidente dell’Associazione Commercianti Taormina, Nino Scandurra che così interviene nel dibattito in atto sulla situazione dei prezzi alle stelle nelle attività commerciali della Perla dello Ionio, che stanno mettendo in difficoltà gli operatori economici taorminese e dunque il tessuto commerciale prettamente locale a vantaggio di chi sempre più spesso arriva da fuori e subentra nelle attività anche accettando locazioni onerose.

Problema per tutti. “Indubbiamente – afferma Scandurra, presidente di ACT – siamo in presenza di prezzi alti che sono il prodotto di una situazione che è cambiata negli ultimi anni e che progressivamente è arrivata alle cifre attuali. E’ diventato un problema per tutti riuscire a coprire i costi di gestione. Sarebbe opportuno ed anzi è auspicabile che ci sia un riequilibrio ma questo non può avvenire forzatamente. Non possiamo imporlo noi e nemmeno il Comune o altri. Gli affitti, come ogni cosa, sono un elemento che si inserisce tra domanda e offerta. E sino a quando c’è la domanda l’offerta si adegua e propone dei prezzi che ne sono la conseguenza. In questa condizione ognuno cerca di portare acqua al proprio mulino. E allora il buon senso è l’unico fattore concretamente auspicabile, che i qualche modo potrebbe spostare le cose. Ma per il resto non bisogna farsi particolari illusioni”.

Il trend. “Non si può fare nulla per invertire l’attuale trend – continua Scandurra -, per quanto ci sia la consapevolezza che ogni commerciante fa fatica a sostenere determinati costi. Non si possono imporre dei limiti. Servirebbe ragionevolezza e capire che un commerciante messo davanti ad un affitto capestro avrà delle difficoltà ad essere puntuale e a pagare quel canone di locazione particolarmente oneroso. Con un affitto invece più equo è più facile essere precisi e puntuali e il proprietario dell’immobile può avere una maggiore serenità, a sua volta, di essere pagato senza ritardi e magari non dovrà rischiare spiacevoli situazioni come il trovarsi costretto a fare azioni ingiuntive. Ma lo ribadisco: è tutta una questione di buon senso, in cui non possiamo intervenire noi commercianti, né come associazioni né il Comune stesso”.

Il botta e risposta. Sull’argomento l’Associazione Imprenditori per Taormina (Aipt) aveva sollevato il caso, lamentando alcune scelte fatte dal Comune che, a suo tempo, ha affittato alcuni locali comunali “a cifre fuori mercato”, e quei prezzi “sono stati presi come riferimento dai singoli privati, che ritengono – sempre per Aipt – di poter aumentare ulteriormente canoni di locazione già molto cari e non più alla portata degli operatori economici di questo territorio”. Il sindaco Mario Bolognari ha risposto rilevando che quelle operazioni di locazione fatte dal Comune (avvenute con l’ex amministrazione nella passata legislatura, ndr) furono “sbagliate e “con valutazioni eccessive” ma ha poi aggiunto: “il Comune non può andare a vietare al privato di applicare in un suo immobile il prezzo che ritiene più opportuno, un costo che magari noi non condividiamo e riteniamo fuori mercato ma sul quale non abbiamo competenza o strumenti normativi per intervenire”.

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