l'Azienda Servizi Municipalizzati

Dopo l’avvenuto licenziamento di un dipendente per “gravi fatti” con appropriazione di somme dell’Asm, e mentre i Carabineri di Taormina indagano su ulteriori fatti e sono in corso accertamenti delle autorità anche mediante attività di polizia postale su alcuni accessi abusivi ai pc dell’azienda avvenuti a partire dal 2017 – di cui ha riferito in Consiglio comunale il liquidatore Antonio Fiumefreddo -, intanto le organizzazioni sindacali prendono posizione a difesa dei lavoratori dipendenti della municipalizzata.

Un caso di licenziamento. In relazione ad “episodi verificatisi in seno ad Asm, apparsi a mezzo stampa e e su cui lo stesso liquidatore ha relazionato in Consiglio”, “pur non entrando nel merito delle vicissitudini ci corre l’obbligo e la necessità di intervenire – si legge nella nota dei Rsa di Filt Cgil, Uil Trasporti, Ugl Tp, Faisa Cisal -, al fine di tutelare i dipendenti e l’immagine stessa dell’azienda. Seppure si sia verificato un caso di licenziamento, a nostro avviso, non appare corretto far trasparire una situazione opaca e poco chiara all’interno dell’azienda, che sembrerebbe essere stata “travolta” all’improvviso da una condizione anomala e losca, come se all’interno di Asm esistesse solo del marcio da ripulire”.

Versamenti in banca. “I lavoratori che prestano servizio a tempo indeterminato e gli stessi interinali, nonostante ai vertici dell’azienda con il passare degli anni si siano succeduti vari presidenti, membri di CdA e di recente diversi liquidatori – continua la nota -, hanno sempre e comunque garantito, nei vari settori in cui svolgono servizio, prestazione professionali puntuali ed impeccabili soprattutto nei confronti dell’utenza con cui quotidianamente si interfacciano. In particolare, è utile precisare che nel caso del personale che svolge mansione di cassiere, settore alquanto delicato, sempre e comunque nell’eventualità in cui si sono verificati episodi di errori di cifre negli incassi e relativi versamenti in cassaforte, lo stesso è stato puntualmente chiamato a versare anche un solo euro mancante anche nel caso in cui, come non di rado è accaduto in passato, la mancanza di banconote e monete veniva segnalata dalla banca e dunque si trattava di un fatto non contestabile dato che era la parola del cassiere contro quella del bancario, eppure i cassieri hanno sempre dovuto soccombere, versando la cifra mancante contestata”.

Onestà morale. “Se fino ad oggi si sono verificati isolati casi di licenziamento per gravi fatti – conclude il documento -, ci sembra ingiusto fare di tutta l’erba un fascio”. Il documento si pone, quindi, a difesa di “tutto il personale che lavora onestamente e con correttezza e precisione professionale per il sostentamento della propria famiglia”. I rappresentanti sindacali aziendali dei lavoratori asseriscono di non voler essere “screditati” e ritengono che “in modo insistente ed inopportuno” si vada “paventando una situazione grave e poco trasparente che nuoce all’onestà morale dei lavoratori ed all’immagine dell’azienda stessa già gravemente compromessa da tutte le vicissitudini che negli anni l’hanno riguardata più per questioni politiche e gestionali che per la condotta scellerata dei lavoratori come ingiustamente si sta palesando”.

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