Chinese Restaurant a Taormina (foto China Daily)

A Taormina, come in altre realtà italiane, si confida in un incremento significativo delle presenze turistiche provenienti dalla Cina da qui ai prossimi anni. Le premesse appaiono, in tal senso, incoraggianti perché i cinesi stanno iniziando sul serio a conoscere sempre di più il nostro territorio e ad appassionarsi alle bellezze di casa nostra. E proprio nella capitale del turismo siciliano è stato anche girato nei mesi scorsi un reality show, “The Cinese Restaurant”, visto da milioni di persone in Oriente. Ma siamo davvero pronti all’invasione cinese in Italia? Un interessante approfondimento sul tema viene proposto da TravelNoStop.

Le nuove frontiere e il trend. “Oggi sono 150 milioni – spiega TravelNoStop – i turisti che dalla Cina vanno all’estero. Nel 2030 saranno 400, con il clamoroso sorpasso sugli americani. L’Italia resta in testa alle classifiche delle mete più sognate, ma deve accelerare il passo e prepararsi ad accoglierli, pensando, però, a un turismo quanto più sostenibile. A raccontarlo sono dati ed esperienze presentate al convegno “Turismo Italia-Cina: pronti a partire? Le nuove frontiere di un trend in crescita”, promosso da Associazione Civita e Unindustria in vista del 2020 Anno della cultura e del Turismo tra Italia e Cina. “La metà di quei 150 milioni di turisti (149 per l’esattezza con +15% sul 2017) – spiega il presidente Sezione Industria del Turismo e Tempo libero di Unindustria, Stefano Fiori – è diretta a Macao e Hong Kong, solo 6 milioni, in aumento del 20%, arrivano fino in Europa, loro destinazione principe fuori dall’Asia”.

Il turista cinese sta cambiando. In Italia, specifica il presidente Enit, Giorgio Palmucci, “sono arrivati 5 milioni di cinesi nel 2018, il 2,4% degli arrivi internazionali”. Nulla ancora rispetto ai “57 milioni di tedeschi” ogni anno pazzi per l’Italia, anche se i numeri sono destinati a crescere con un “+8,2% già nel primo semestre del 2019 – prosegue Fiori – Il nostro paese insieme alla Francia guida la classifica europea” e “Roma è nona tra le 20 città più visitate al mondo nel 2017-2018” (Londra, Parigi e New York sul podio). “Il turista cinese, poi, sta cambiando – prosegue – Noi abbiamo l’immagine dei grandi gruppi e invece i cinesi viaggiano sempre più su base individuale. C’è anche il fenomeno dei Millennials (31%), ragazzi di 25 anni che hanno già viaggiato, una volta su tre e almeno sei volte all’estero. Che cercano, proprio come gli italiani, esperienze, quindi gastronomia, entertainment, spettacoli”.

Turista ipertecnologico. Il turista cinese, poi, è ipertecnologico: 1 su 5 prenota il viaggio online, 2 su 3 utilizzano app, blog e social e 1 su 2 naviga regolarmente sul proprio mobile. E, altro luogo comune da sfatare, mette volentieri mano al portafoglio. “La sua spesa media – sottolinea Fiori – è di 2 mila dollari, per un totale di 288 miliardi di dollari, un quarto del totale globale”. Intanto a breve l’Enit annuncerà il calendario degli eventi del 2020 Anno della cultura e del Turismo tra Italia e Cina.

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