il prof. Mario Bolognari, sindaco di Taormina

L’Associazione Imprenditori per Taormina denuncia il “caro affitti” negli immobili commerciali in città e sulla questione arriva una presa di posizione del sindaco di Taormina, Mario Bolognari. Aipt nei giorni scorsi ha lamentato una condizione di continui rincari degli immobili che sta mettendo in ginocchio gli operatori economici locali e aveva chiamato in causa anche il Comune, in riferimento al “grave errore” di aver mandato in gara (con procedure che risalgono alla scorsa legislatura) dei locali comunali “a cifre fuori mercato”, e quei prezzi “sono stati presi come riferimento dai singoli privati, che ritengono – sempre per Aipt – di poter aumentare ulteriormente canoni di locazione già molto cari e non più alla portata degli operatori economici di questo territorio”.

Operazione sbagliate. “Su quella critica sono perfettamente d’accordo – afferma il prof. Bolognari -. Il Comune non può fare l’imprenditore. Sono state fatte valutazioni eccessive ed operazioni sbagliate, con tutto ciò che poi ne consegue. Per altro si tratta di affitti che anche in quei termini così onerosi non possono risolvere i problemi del bilancio del Comune, perché si tratta di cifre ridicole rispetto alle montagna di debiti (18 milioni di euro, stando al piano di riequilibrio del 2017) che affligge l’ente locale. Il discorso deve riguardare, in termini evidentemente corretti e ponderati, il rapporto tra i proprietari degli immobili e gli investitori interessati a prendere in affitto i locali. Il Comune non deve fare quel tipo di valutazioni”.

Quali danni? Ma Bolognari non fa mistero di non aver gradito altri passaggi della nota di Aipt, ed in particolare quello in cui si diceva: “Abbiamo anche preso in considerazione l’opportunità di chiedere i danni al Comune per il mancato intervento di competenza sul rispetto delle regole”. “Su tutto il resto di quel documento sinceramente non sono d’accordo su niente – dichiara il sindaco -. Mi lascia soprattutto perplesso questa generica richiesta di eventuali danni al Comune. Di che cosa stiamo parlando? Il Comune può aver sbagliato sui propri immobili, ma non c’entra niente in altre dinamiche che riguardano trattative tra privati o le stime che fanno i proprietari con i loro immobili. Dovrebbero spiegarmi per quale motivo dovrebbe risponderne il Comune”.

L’origine del problema. “Viviamo in uno Stato e in una città dove c’è un mercato libero – aggiunge Bolognari – e se c’è qualcuno disposto a pagare determinati prezzi, anche particolarmente onerosi, e quella richiesta viene ritenuta un prezzo congruo, che colpa può averne il Comune? Bisogna essere sinceri ed obiettivi, i commercianti non avrebbero dovuto accettare queste condizioni economiche, quando il fenomeno ha avuto inizio. E’ allora che il problema si poteva in qualche modo arginare e la logica dei rincari andava contrastata. In che maniera potrebbe oggi calmierare il Comune quei prezzi? Il Comune non può andare a vietare al privato di applicare in un suo immobile il prezzo che ritiene più opportuno, un costo che magari noi non condividiamo e riteniamo fuori mercato ma sul quale non abbiamo competenza o strumenti normativi per intervenire”.

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