Antonio D'Aveni, ex presidente del Consiglio comunale

“Fare le cose per bene su Asm e che non diventi di nuovo il luna park di una parte della politica”. Il monito arriva da Antonio D’Aveni, il consigliere d’opposizione che così si sofferma sulla situazione dell’Azienda Municipalizzata di Taormina.

Elmetto e bonifica. “Sono a disposizione del commissario liquidatore – spiega D’Aveni – per contribuire al riassetto gestionale dell’Asm e dunque alla fuoriuscita dell’azienda dalla liquidazione. Allo stesso modo sono pronto a indossare l’elmetto come l’ho fatto quando abbiamo dovuto deliberare nel 2011 la messa in liquidazione di Asm, scelta allora inevitabile per salvare l’ente. Sarò accanto al liquidatore, se lo riterrà opportuno, soprattutto per la nuova e necessaria opera di “bonifica” dell’azienda. Certamente quello che dico a lui e alla maggioranza è che nessuno dovrà però tentare una fuga in avanti. Il futuro di Asm non può tornare ad essere il luna park di una parte della politica cittadina e provinciale, e che nessuno pensi di fare “grandi operazioni”, scavalcando il Consiglio comunale. Non ci sarà spazio per nessuna manovra che venga discussa e valutata in Consiglio comunale. Fiumefreddo ascolti anche la minoranza e lo faccia senza preconcetti, nell’interesse dell’azienda e della città”.

Fare scelte condivise. “L’obiettivo – continua D’Aveni – deve essere l’uscita dalla liquidazione ma anche la programmazione del dopo, ragionare sui servizi e su quello che dovrà essere Asm. La fine della procedura di liquidazione deve avvenire senza invenzioni egoistiche o di convenienza. Il percorso da seguire dovrà essere discusso e condiviso con noi e con tutta la città. Indubbiamente ho dei seri dubbi sul fatto che la revoca della liquidazione possa avvenire senza bilanci. Sono pronto a dare anche più tempo rispetto agli 8 mesi attuali al liquidatore ma va seguito l’iter giusto”.

Oltre le poltrone. “Qualcuno già pensa ai Cda e ha fame di poltrone ma qui deve prevalere il buon senso, non i soliti “appetiti” di qualcuno. Rivoterei mille volte la liquidazione perché se Asm oggi è in salute è merito dell’atto forte di quel Consiglio. Il “cancro” è staro estirpato mettendo in liquidazione l’azienda. Fiumefreddo ha parlato di “orticelli” di adesso in azienda, io non dimentico i “latifondi” a suo tempo curati da pochi. Per questo bisogna guardare al futuro senza ripetere gli errori del passato”.

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