hacker in azione all'Asm?

Proseguono le indagini sull’inquietante vicenda degli “accessi abusivi” riscontrati ai computer dell’Azienda Servizi Municipalizzati di Taormina ed in particolare al “cervellone” centrale che registra gli incassi dei parcheggi e della funivia. Il commissario liquidatore Antonio Fiumefreddo sta effettuando, in tal senso, i vari passaggi procedurali dovuti, è stata quindi predisposta la trasmissione alla Polizia Postale dei rilievi effettuati dal consulente informatico e il caso si è così avviato verso i relativi accertamenti da parte dell’Autorità Giudiziaria.

Verifiche a 360 gradi. Allo stesso tempo il liquidatore starebbe effettuando una più ampia ricognizione del quadro aziendale, per accertare eventuali altre anomalie nelle dinamiche della municipalizzata. Si è aperta, insomma, un’attività di verifica a 360 gradi che non si esclude possa portare ad ulteriori sviluppi. E’ una storia che si sa da dove parte, cioè da questo mistero dei computer, ma che oggi non si sa dove arriverà.

Tre dati diversi. Di certo, per adesso, c’è quanto confermato da Fiumefreddo nella sua relazione in Consiglio comunale del 29 ottobre scorso sul mistero dei computer. Un intervento, a premessa del quale, aveva in particolare evidenziato: “In occasione di una citazione dell’Agenzia delle Entrate, il nostro consulente Spicuzza (esperto contabile e fiscale di Asm, ndr) mi ha rappresentato come consultando i nostri computer venivano fuori tre dati diversi e la sensazione era che mancassero dei dati”, aggiungendo poi: “Uno dei responsabili dell’azienda mi ha segnalato che potesse aver subito delle intrusioni e mi ha preoccupato l’ipotesi che potessero mancare dei dati contabili, di bilancio e di ricostruzione amministrativa”.

Dubbi inquietanti. Tra i vari aspetti del mistero Asm si dovrà, quindi, appurare se vi sia il necessario rapporto di congruenza contabile tra tutte le fasi gestionali: tra il dato cioè registrato nel “cervellone”, il dato degli altri dispositivi aziendali dove di volta in volta si ha il “quantum” di ogni turno di lavoro e i riscontri cartacei. E questi accessi abusivi – come detto da Fiumefreddo – “Non riguardano solo il guardare e vedere ma il reperire e distruggere”. Ricapitolando: ci sono dati di contabilità che sono stati modificati? Di conseguenza, l’attività generata da quelle intrusioni potrebbe aver determinato eventuali gravi fatti come degli ammanchi di cassa? E se la risposta è sì, in quante occasioni sarebbe avvenuta questa attività “furtiva” e quali importi sarebbero stati sottratti alla disponibilità effettiva dell’azienda? Si trattava di accessi abusivi riconducibili ad un’azione a carattere individuale o si è in presenza di operazioni effettuate con il concorso di più soggetti?Evidentemente la “madre” (e il “padre”) di tutti questi interrogativi, il più inquietante elemento da chiarire, è uno: la “manina occulta” era interna o esterna all’azienda?

Accessi abusivi. Sul caso, ricordiamo, Fiumefreddo ha così relazionato in aula consiliare: “Questo quadro della situazione mi ha preoccupato e ciò impone di trasmettere questi atti alla Polizia Postale, che si occupa di questo tipo di indagini. Non spetta a me fare le indagini ma le ipotesi sono due: o molto banalmente è successo qualcosa nei computer oppure c’è altro. Parliamo di accessi abusivi e si può ben capire cosa ciò può comportare e chi può avere interesse. Li in uno di quei computer c’è tutto, ci sono gli incassi dei parcheggi e quelli della funivia. Alcuni dati sono stati acquisiti e distrutti ma fortunatamente il perito è riuscito a rintracciare gli indirizzi IP, servirà l’ok dell’Autorità Giudiziaria per collegare gli indirizzi IP alle singole postazioni, sempre che poi sia possibile. Sapremo da quali computer, non da quale persona, è avvenuto ciò. Ad ogni modo si stanno facendo tutti i dovuti accertamenti”.

Fare chiarezza. A questo punto, saranno gli inquirenti e gli organi preposti ad accertare come siano andate realmente le cose e a rilevare eventuali responsabilità. Ogni altro discorso, in questa fase, nel rispetto di tutti, rischia di essere superfluo e fuori luogo, se non un auspicio. La speranza è che si possa fare chiarezza, fino in fondo e al più presto. Perché intanto Asm è tornata ad essere una polveriera e questa spy-story sembra avere un retrogusto tanto torbido quanto amaro. E’ un giallo a due facce: da un lato c’è il volto invisibile di chi ha posto in essere accessi abusivi ai computer (e non si sa se anche altro), dall’altro c’è il disagio dei lavoratori onesti di Asm che non c’entrano nulla con tutta questa brutta storia, non vogliono passare per i “furbetti” della situazione e non meritano di essere mortificati e messi alla gogna per gesti ascrivibili ad altri.

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