l'ispettore capo Nino Raneri

“La situazione è drammatica. Aspetteremo ancora qualche giorno, fiduciosi che possano esserci degli sviluppi positivi. Poi ci attiveremo per le opportune iniziative”. Il monito sulla condizione di emergenza del Corpo di Polizia locale di Taormina arriva dall’ispettore Capo, Nino Raneri, delegato e rappresentante sindacale dei vigili urbani nella Perla dello Ionio. L’ombra del declassamento incombe sempre più da vicino e il Corpo diretto dal Comandante Agostino Pappalardo è ormai rimasto con pochissimi agenti ancora in organico (7 per l’esattezza), costretti per forza di cose a svolgere il servizio da soli, senza nemmeno il necessario affiancamento per la copertura dei turni di servizio. E i vigili “superstiti” fanno capire che la vicenda è ormai giunta ad un punto di non ritorno.

L’emergenza turni. Raneri, sin qui in convalescenza e prossimo al rientro dopo un periodo di assenza, da noi raggiunto telefonicamente analizza così la situazione: “Quanto prima invieremo una nota al sindaco e all’Amministrazione. Vogliamo capire la situazione con riferimento ai bilanci ancora non approvati (consuntivo 2017 e previsionale 2019) e i tempi che occorreranno per questi adempimenti. Vogliamo certezze. La prospettiva alla quale abbiamo lavorato è quella di ampliare l’organico con 5 o 6 agenti mediante l’istituto della mobilità e con 8 contrattisti a comando, rinnovabili per almeno un anno o due. Ad oggi il problema immediato, che stiamo già vivendo, è quello della mancanza di sicurezza per i lavoratori. Fare i turni da soli significa che se andiamo ad occuparci di un incidente bisogna fare rilievi fotografici e planimetrici e tutta un’attività che un operatore non è in grado di svolgere se non viene affiancato da un collega. Per altro, in molti casi c’è lo stato di agitazione di chi ha avuto l’incidente e bisogna fare i conti anche con quello. Attenderemo ancora qualche giorno prima di iniziare qualsiasi iniziativa, che verrà posta in essere a tutela degli operatori della Polizia locale e nel rispetto dei ruoli e della sicurezza del personale”.

Tutti in ufficio. Poi Raneri avverte: “Il personale dipendente rimasto in servizio a Taormina ha un’età media che supera i 55 anni e allora, vista l’assenza di un numero adeguato di operatori e visto che la sicurezza non viene garantita dall’ente, se non ci sarà una svolta, a questo punto non escludiamo di poter chiedere, come la legge consente, di poter prestare servizio soltanto in ufficio”.

La frecciata. Infine quella che sembra essere una frecciata sul recente trasferimento a Messina del vicecomandante Daniele Lo Presti: “Qualche mobilità si poteva pure evitare da entrambe le parti, sia da parte cioè del Comune che del lavoratore. Tra l’altro, si trattava di un collega arrivato qui con uno scambio con un altro ufficiale di Polizia locale. Sarebbe stato opportuno che la mobilità venisse coperta da un’altra unità lavorativa o che magari si aspettasse un periodo più florido per il Comune, tenendo conto dell’emergenza in cui stiamo lavorando, aspettando l’approvazione dei bilanci che consentirebbe poi nuove assunzioni”.

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