l'ex scuola Vittorino da Feltre

La storia infinita della chiusura della scuola elementare “Vittorino da Feltre” di Taormina potrebbe presto approdare in Consiglio comunale, dove l’opposizione ha chiesto l’istituzione di una Commissione speciale e l’audizione in aula dei progettisti che a suo tempo eseguirono le prove dalle quali è scaturita nel 2004 l’ordinanza di inagibilità emessa dall’allora sindaco Aurelio Turiano. Sulla richiesta avanzata dal consigliere Antonio D’Aveni arriva ora la pronta risposta di uno dei progettisti, l’ing- Fabio Porcino, che nei giorni scorsi aveva diffuso una dettagliata nota nella quale ricostruiva i fatti avvenuti allora.

Pronti a relazionare. “Da parte mia non ci sarà nessuna difficoltà a relazionare in Consiglio comunale se verrò chiamato – fa sapere l’ing. Porcino -. Come ho avuto modo di evidenziare, i progettisti sono a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e per fornire, a chi dovesse farne richiesta, anche la documentazione tecnica, che è agli atti presso il Comune di Taormina. Non tollereremo più delle distorsioni sulla vicenda perché abbiamo sempre operato con la massima rigorosità e trasparenza e con la dovuta professionalità. Il quadro dei fatti che abbiamo richiamato nella recente nota attesta in modo chiaro ed esaustivo i vari passaggi della vicenda e lo stato delle cose. Per quanto mi riguarda se verrò chiamato ad un’audizione consiliare darò la mia piena disponibilità a ribadire i fatti”. Porcino aveva rimarcato, di recente che “i risultati delle prove erano, a dir poco sconcertanti e non lasciavano spazio ad alcun dubbio di sorta”. In precedenza, qualche settimana fa, l’attuale sindaco Mario Bolognari aveva definito “scellerata e improvvida” la chiusura del plesso e sulla stessa linea del primo cittadino si era quindi espresso anche l’allora vicesindaco della Giunta Turiano, Mauro Passalacqua che aveva sollevato le sue perplessità sul caso.

I lavori nel 2020. Rimane, quindi, d’attualità il dibattito sulla scuola che, intanto, sta per essere finalmente ristrutturata, con il Comune che ha aggiudicato in via definitiva i lavori, che dovrebbero iniziare ad inizio 2020. Aspettano le opere che dovrebbero durare almeno un anno e mezzo e che renderanno poi di nuovo fruibile l’edificio, tiene banco la questione di quella chiusura che ha diviso e continua a dividere chi ritiene fosse indispensabile e chi ancora si mostra perplesso.

Le prove. “I valori di resistenza cubica a compressione ricavati nelle prove a suo tempo eseguite – hanno evidenziato i progettisti – erano tutti al di sotto del valore minimo caratteristico richiesto; addirittura 15 campioni su 25 (5 campioni non sono stati analizzati perché rotti in fase di estrazione) avevano valori inferiori a 150 daN/cmq, che, per prassi scientifica, è considerato il valore minimo per poter considerare il calcestruzzo un calcestruzzo di tipo strutturale”.

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