il muro a difesa degli impianti di depurazione a Giardini

Arrivano importanti novità nel giallo dei lavori di risagomatura dell’argine sinistro dell’Alcantara. Il via alle opere finanziate nel 2017 dal Dipartimento regionale della Protezione Civile era atteso già lo scorso giugno, poi com’è noto però quel cantiere non è mai stato avviato e la questione preoccupa perché al confine con il fiume, diviso soltanto da un muro già in parte da tempo crollato, c’è il depuratore del Consorzio Rete Fognante, che serve i Comuni di Taormina, Giardini e Castelmola (Letojanni ha invece il suo depuratore).

La querelle. Secondo alcune notizie dei giorni scorsi il finanziamento da 730 mila euro sembrava ormai perso e contestualmente aveva ribadito anche le proprie perplessità Legambiente, secondo cui “non c’erano le condizioni per fare i lavori in quel modo, con quel progetto e non si risolve il problema facendo scendere le ruspe nel fiume e alterando lo stato dei luoghi”. Sulla questione il presidente del Consorzio, Mauro Passalacqua, ha chiesto lumi alla Regione per capire come stanno le cose e il presidente dell’Ati Idrico, Orlando Russo, si era anche detto pronto a chiedere in quel contesto un nuovo finanziamento. Ora arriva la svolta, con una nota che chiarisce la situazione. Il Dipartimento regionale di Protezione Civile ha inviato una nota al Parco Fluviale dell’Alcantara nella quale su queste opere fa una “richiesta di chiarimenti”, ma di riflesso arriva anche la notizia che il finanziamento per le opere c’è ancora.

La lettera. “Legambiente Taormina-Valle Alcantara e Wwf Sicilia Nord Orientale – scrive il direttore generale, ing. Foti – con nota congiunta del 7 luglio scorso indirizzata all’Ente Parco diffidavano le parti in causa da “qualsiasi tipo di intervento sull’habitat del fiume, che possa alterare il letto fluviale ed il suo ecosistema, che non sia stato preventivamente comunicato per iscritto in modo dettagliato e autorizzato da enti preposti”. “Con ulteriore nota congiunta – continua Foti – Legambiente, Wwf e Lipu Catania il 25 luglio 2019 hanno richiesto l’integrazione del progetto con una serie di indicazioni e che i lavori e gli interventi di consolidamento e di protezione idraulica dell’impianto di depurazione vengano limitati ad un tratto esteso di 80 metri”.

Dare conferma. “Ciò premesso – conclude Foti – nel ribadire che l’intervento è necessario perché pregiudica la salvaguardia del depuratore, che se venisse interessato potrebbe sversare direttamente nel fiume le fognature raccolte, e considerato che l’Ente Parco, con nota del 19 aprile 2019, ha integrato il nulla osta già concesso con nota del 3 novembre 2018, autorizzando questo Dipartimento regionale ad estendere l’intervento dei lavori anche durante il periodo primaverile-estivo, si chiede di confermare il nulla osta già reso con le precedenti note, ovvero di conoscere se, alla luce della diffida e delle richieste degli enti di difesa e dell’ambiente, specificate in premessa, l’Ente Parco intenda intraprendere ulteriori decisioni”.

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