la Casa dell'acqua

Risolto il giallo della Casa dell’acqua a Taormina. Nei giorni scorsi, infatti, il Comune di Taormina ha deliberato con apposito atto di Giunta la volontà di realizzare una “Casa dell’acqua pubblica” con l’installazione di due distributori: a Taormina in piazza Goethe, in prossimità dell’area mercatale, e a Trappitello in piazza Falcone-Borsellino, dove la casa dell’acqua sarà posizionata all’interno dell’area con l’installazione di un erogatore fronte strada.

Non ci sarà la stangata. Nell’atto si riportava, tuttavia, che “il corrispettivo massimo per ciascun litro di acqua erogata non dovrà superare il costo di 0,8 centesimi di euro”. Un costo esorbitante, che era parso paradossale e a dir poco eccessivo e anti-economico, e ciò ha subito scatenato polemiche in Consiglio comunale. “A Taormina a breve sarà dato lo champagne a 80 centesimi al litro. Nemmeno in Francia. Ma non è che volevate forse dire invece 0,08 centesimi?”, ha detto il consigliere Antonio D’Aveni. La casa municipale ha poi fatto sapere che si trattava proprio di un errore di trascrizione e il prezzo reale previsto era non 0,8 ma 0,08, dunque 8 centesimi di euro e non 80 centesimi come si riportava nella delibera. Si trattava, insomma, di un semplice errore di battitura e non ci sarà alcuna stangata.

Le casette. “La cosa che conta – spiega il consigliere di maggioranza, Mafredi Faraci – è che finalmente, dopo molto tempo passato a lavorarci, siamo giunti al primo passo per l’individuazione di una ditta che garantirà il servizio delle cosiddette “casette dell’acqua” e come in altri Comuni infatti al più presto verranno installati a Taormina e Trappitello due distributori per garantire attraverso la collaborazione di tutti i cittadini, che mi auspico ci sia, un abbattimento della plastica così come avviene in moltissime altre realtà”.

La delibera. La concessione in gestione del servizio, denominato “Casa dell’acqua pubblica”, avrà una durata da un periodo minimo di 3 anni a un massimo di 9 anni. La procedura avviata prevede la necessaria manutenzione degli impianti e i controlli di natura igienico-sanitari a totale carico del soggetto incaricato. Il concessionario dovrà promuovere e attivare politiche di sensibilizzazione alla limitazione dell’uso della plastica a favore del vetro. Non è previsto, in tal senso, nessun onere a carico dell’ente locale. Viene invece previsto il pagamento della tassa per occupazione del suolo pubblico a carico del concessionario di questo servizio. La procedura che individuerà chi dovrà gestire il servizio avverrà mediante evidenza pubblica.

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