una splendida immagine di Taormina

Al centro del Mediterraneo, la Sicilia si è trovata nella sua storia ad essere cerniera tra popoli, culture, religioni ed economie. Greci, Fenici, Romani, Arabi, Bizantini, Arabi, Normanni e Spagnoli l’hanno visitata, plasmata e dominata, lasciando straordinarie testimonianze storiche. La Sicilia è la rotta senza tempo di millenni che intersecano il Mediterraneo in una storia fatta di tante storie, che ha visto alternarsi in questo territorio numerosi e tra loro diversi dominatori: ognuno di questi popoli, ammaliato dalle risorse del luogo, ha lasciato all’isola qualcosa di sé e ha contribuito a creare una regione varia e complessa.

Mercanti e navigatori. Un pezzo di storia della Sicilia si lega alla civiltà dei Fenici, un popolo di mercanti e navigatori, che non aveva mire di conquiste territoriali, bensì di penetrazione economica, che fu realizzata in tutto il bacino mediterraneo; e quindi essi risultano presenti non soltanto in Grecia e in Sicilia e nell’Italia Meridionale, ma anche sulle coste francesi e spagnole, ed anche oltre lo stretto di Gibilterra, arrivando perfino nelle isole britanniche.

La rivalità storica. La colonizzazione dei Fenici, come detto, ebbe carattere commerciale: ma i loro successori, i Cartaginesi, trasformarono la loro penetrazione economica in occupazione militare, e pertanto vennero in lotta con i Greci di Sicilia, esponenti d’altro sentire e di ben diversa civiltà che avevano occupato le isole egee e aspiravano al controllo strategico delle rotte commerciali. Per questo la rivalità tra Greci e Fenici divenne un fatto costante e i due popoli si disputarono ovunque il controllo di mercati, rotte e materie prime, in una continua guerriglia marittima, sino a grandi scontri navali.

Nuovi flussi. Oggi quel presente di forte conflittualità tra Fenici e Greci potrebbe portare in Sicilia nuovi turisti, con ulteriori flussi nell’isola sia (principalmente) nelle zone occidentali, caratterizzate dalla presenza storica dei Fenici, sia (di riflesso) nelle aree orientali dove invece vi fu la presenza dei “nemici” Greci.

Dalla storia agli itinerari turistici. I principali empori fenici in Sicilia furono Soloeis (oggi Solunto), Mozia (oggi isola di San Pantaleo, nella laguna detta «Lo Stagnone» nei pressi di Mar­sala. in provincia di Trapani); a Solunto e a Cannita (in provincia di Palermo); nella stessa città di Palermo; a Selinunte, a Favignana e ad Erice (in provincia di Trapani); nonché nell’isola di Pantelleria e ad Adranon, sul monte oggi chiamato Adranone (in provincia di Agrigento). Ma da diversi Paesi, in quadro più ampio e articolato di itinerari turistici allargati, potrebbero aprirsi prospettive di ulteriori movimenti turistici anche per il versante ionico che ha in Taormina la sua località “regina” e per il sud-est della Sicilia, che rappresentano una grande attrattiva per la gente di tutto il mondo. Il turismo, d’altronde, è (o per meglio dire “dovrebbe essere”) un sistema integrato che muove persone e storie in grande viaggio senza confini.

Il progetto. Una nuova strategia per il turismo culturale dei Paesi euro-Mediterranei sta partendo dall’Italia, e precisamente da Sicilia e Puglia, e coinvolge Italia, Francia, Spagna, Grecia, Malta, Tunisia, Palestina, Croazia, Cipro, Libano: sono questi i luoghi da cui si vorrebbe innescare un sistema condiviso di promozione territoriale al fine di avviare una sorta di “Umanesimo del turismo”. Risulta sia stato già avviato il dialogo con Portogallo, Albania e Slovenia per questi nuovi “turismi” che portano i visitatori a contatto con chi vive la quotidianità in un territorio di tradizioni e culture secolari. Questo uno dei punti cardine del XII Dialogo Euromediterraneo sulla Rotta dei Fenici che si è concluso a Bari dove esperti si sono dati appuntamento, in occasione dell’Assemblea annuale internazionale dell’Itinerario, per parlare di turismo. Un incontro che si è concluso con la firma di un documento programmatico – la Dichiarazione di Bari – che sono pronte a sottoscrivere le Regioni Sicilia e Puglia e a cui seguiranno le firme di altri Paesi come Libano, Cipro, ma anche Galizia, Melilla e tante altre realtà territoriali pronte a una nuova riflessione sulla promozione territoriale.

Walking tour. Un esempio è stato l’esperimento del “walking tour” ovvero turisti a piedi nella Bari vecchia tra le case e i baresi, entrando a casa loro, chiacchierando con gli abitanti, incontrandoli e vivendo qualche momento di condivisione con una realtà diversa. Per Antonio Barone, direttore Rotta dei Fenici, “ODAccorre passare da un turismo di destinazione ad un turismo di motivazione – dunque turismo responsabile, compatibile, esperienziale, creativo, accessibile, di comunità – usando modalità operative di autocertificazione delle destinazioni e dei percorsi, in linea con i principi della Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società”.

Itinerari marittimi. Oltre alla Dichiarazione di Bari, un altro risultato è l’accordo di collaborazione tra le Regioni presenti, Puglia, Sicilia e Galizia, nonché le delegazioni degli 11 Paesi presenti a Bari, che permetterà di cooperare alla valorizzazione degli attrattori culturali legati al tema delle Antiche Civiltà Mediterranee, ad itinerari marittimi e subacquei lanciati dall’Assessorato Turismo della Regione Sicilia e dalla Soprintendenza del Mare della stessa regione, diretta all’epoca dal prof. Sebastiano Tusa.

L’abbraccio senza confini. La Rotta dei Fenici, in definitiva, fa riferimento alle grandi rotte di navigazione che, dal XII secolo a.C., vennero usate dai Fenici, per i commerci e la comunicazione in tutto il Mediterraneo. Nei tempi antichi, attraverso queste rotte, i Fenici e poi altre grandi civiltà del Mediterraneo hanno contribuito alla nascita di una “koiné”, una comunità culturale mediterranea. Il tutto abbraccia Paesi che si trovano anche nel Nord Africa o in Medio Oriente, e rafforza i legami storici tra i paesi del Mediterraneo. Questi legami sono rappresentati da un grande patrimonio che ha avuto origine con le antiche civiltà del Mediterraneo e che si ritrovano in vari siti archeologici, etnici, antropologici, culturali e naturalistici e anche nel significativo patrimonio immateriale del Mediterraneo. Un percorso che può portare tanti nuovi turisti a conoscere la Sicilia. Nelle Rotte dei Fenici e più in generale tra le tante bellezze non soltanto fenicie dell’isola.

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