Nicola Zingaretti (foto Espresso)

“Dobbiamo eliminare il sospetto e far crescere la speranza. Io che ero il più scettico a fare questo governo sono il più leale nel chiedere al governo di produrre fatti, e sono convinto che li stia producendo. La manovra è impegnativa, ci sono provvedimenti molto positivi e importanti per l’Italia che spesso però vengono oscurati dalle polemiche politiche quotidiane e questo non mi piace. In alcuni c’è invece l’illusione che avere visibilità porti risultati. Il Partito Democratico è la forza più leale, coerente e impegnata a segnare i contenuti del governo per riaccendere i motori dell’economia e portare giustizia sociale. Senza questa ossessione viene meno la funzione del governo”. Così Nicola Zingaretti spiega l’azione del governo giallorosso.

Una nuova stagione. “Senza la nostra manovra l’Italia rischiava una slavina: 23 miliardi di aumento dell’Iva. Prima della manovra l’Italia era come un Paese di montagna sul quale stava per piombare una slavina: 23 miliardi di aumento Iva che avrebbe spazzato via tutto. Se continuiamo così invece avremo in tre anni 36 miliardi di risparmi sui tassi di interesse: una cifra enorme da utilizzare per le scuole e i servizi. È questo quello che vogliamo fare, ora bisogna aprire una stagione in cui lo studio deve essere gratuito dall’asilo nido alla laurea, anche per i mezzi di trasporto”.

No al trofeo. “L’Umbria non è oggetto di un trofeo da conquistare. La partita in Umbria si è riaperta grazie a Vincenzo Bianconi, davvero una scelta nuova perché è l’unico a rappresentare il territorio e con lui abbiamo riaperto una partita che sembrava già chiusa. Una scelta per impedire di dire, come fa Salvini, “prendiamoci l’Umbria”: è una cosa che non si dovrebbe mai dire perché si tratta di rappresentare una comunità. Noi abbiamo creato un esperimento per affermare che l’Umbria non è l’oggetto di un trofeo da conquistare. Con i vecchi modelli, negli ultimi 10 anni, si sono perse quasi tutte le città.

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