Matteo Renzi

“Più che le manette serve la patente a punti fiscale: pagare tutti, pagare meno”. Così Matteo Renzi dice no alla proposta di legge del Movimento Cinque Stelle che punta sul carcere per i grandi evasori. “Ho dubbi sull’utilizzo del decreto quale strumento di intervento sulle norme penali. Se il Quirinale riterrà di controfirmare il testo, andremo nel merito in Parlamento come prevede la Costituzione: in commissione Giustizia ci sono fior di garantisti, di tutti gli schieramenti. Facciamo lavorare le Camere e avremo una buona legge”, ha evidenziato Renzi.

Aspettare le sentenze. «Il populismo semplifica ogni concetto – ha detto Renzi in un’intervista al Corriere della Sera -. Il carcere per gli evasori c’è già, previsto da anni. E anche la custodia cautelare per reati minimi. Qui hanno solo alzato le soglie. La vera sfida è rovesciare il ragionamento e introdurre un sistema premiale, una patente a punti fiscale. Se paghi e fai bene per anni, quando commetti un errore veniale, ti sanziono “togliendoti qualche punto”. Chi sbaglia paga. Ma bisogna anche graduare l’errore e usare il buon senso. Con noi gli incassi dalla lotta all’evasione sono aumentati in modo vertiginoso. Quanto alle misure preventive e cautelari invito sempre alla prudenza: è di ieri la notizia che Mafia capitale per la Cassazione non è mai esistita. Eppure quanto ha influito quella indagine sulla vita del Paese? Abituiamoci ad aspettare le sentenze della Cassazione: lo prevede la Costituzione, facciamolo».

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