Matteo Salvini e la folla di piazza San Giovanni

“A Roma in piazza San Giovanni mi hanno fatto provare emozioni che nessuna poltrona e nessun ministero potranno mai regalarmi. Ora il tempo che manca per tornare a palazzo Chigi dalla porta principale ci dovrà servire per studiare, incontrare e valutare, elaborare il progetto di governo”. Con queste parole Matteo Salvini commenta l’evento che ha riunito sabato pomeriggio il centrodestra a Roma, in piazza San Giovanni.

Zingaretti-Raggi. “C’è qualcuno che ritiene eroina Carola, io preferisco ascoltare le parole di Oriana Fallaci”, dice lanciando una clip con le parole della scrittrice fiorentina in difesa della “patria italiana, che io non regalo”. “Quello che rimarrà di questa piazza siete voi. Altro che estremismo, uomini normali, popolo contro élite, piazza contro Palazzo. Siamo 200 mila, e duecentomila grazie”, annuncia Salvini prima di scagliarsi contro Virginia Raggi e Nicola Zingaretti, “due sciagure vecchie”, da mandare a casa come “gli Emiliano e i De Luca, i politici incapaci del sud che hanno rubato i soldi per anni dimenticandosi della gente”.

L’avvocato del popolo. Poi l’ormai immancabile attacco a Conte: “L’ex avvocato del popolo dice che le mie parole sono inaccettabili? Io da ministro in un anno ho quasi azzerato l’immigrazione clandestina, lui in un mese ha riaperto i porti e aumentato gli sbarchi fino al 300% e purtroppo anche i morti. Incapace o complice?”.

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