il primo ministro italiano Giuseppe Conte

Appello del premier Giuseppe Conte all’unità del governo dopo le tensioni per il varo della manovra. “Da tutte le forze politiche, vecchie e nuove mi aspetto lealtà e spirito di collaborazione. Per cambiare l’Italia, dobbiamo lavorare tanto nella medesima direzione”. “Abbiamo messo in piedi una serie di riforme – prosegue – che hanno bisogno di tempo per esplicare i propri effetti. I ribaltoni non mi preoccupano. E poi abbiamo già visto ad agosto che mosse avventate e irresponsabili non pagano”.

Verso la riforma Irpef. È la riforma dell’Irpef il tema sul quale si sta concentrando il governo nazionale e il premier Conte assicura che verrà approvata nel 2020. “Non possiamo realizzarla quest’anno, abbiamo solo poche settimane”, ha detto ad alcuni quotidiani, precisando che dovranno “pagare tutti ma pagare meno. Ridurremo il numero delle aliquote e abbasseremo la pressione fiscale”. Conte puntualizza che l’obiettivo del governo è quello di “unificare al 20% le due aliquote del 27 e del 23, ma non voglio esagerare e sbilanciami”.

Il contante. “Sull’uso del contante – prosegue Conte a proposito della gestazione del decreto fiscale – c’è stata una forza politica che ha sollevato perplessità, io non ho fatto mistero che si potesse portare da duemila a mille il limite senza particolari scossoni sociali. Ma anche a duemila va benissimo. Ma questo non è un aspetto dirimente rispetto a quello che abbiamo fatto, ma dovevamo dare un segnale”.

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