lavori di sistemazione di una facciata

Nella solita selva spietata di tasse che ogni governo, in modo più o meno evidente, di volta in volta propina sempre e puntualmente agli italiani, stavolta spunta anche un’iniziativa interessante che potrebbe essere utile agli italiani e che soprattutto potrebbe finalmente rendere più decorosa l’immagine di angoli di territorio oggi “macchiati” da vecchie facciate che versano spesso in condizioni pietose. Si tratta di un aiuto fiscale per il maquillage di palazzi e condomini che a sorpresa è stata inserita tra i punti salienti del decreto fiscale e della legge di bilancio 2020 approvati nel quadro del Documento programmatico di bilancio trasmesso dal governo italiano a Bruxelles.

A Taormina. La novità potrebbe portare sviluppi interessante anche a Taormina per eliminare alcune brutture presenti sul territorio che da anni deturpano l’immagine della capitale del turismo siciliano: facciate in condizioni imbarazzanti che alcuni privati non si sono mai preoccupati di rifare e nemmeno coperte con dei teli.

L’incentivo. “Oltre a una serie di proroghe (bonus riqualificazione energetica e ristrutturazioni, bonus mobili) – spiega Il Sole 24 Ore -, i provvedimenti in cantiere introducono per il 2020 «una detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici (il «bonus facciate») per dare un nuovo volto alle nostre città». Per il Centro studi dell’Associazione nazionale costruttori edili il giro d’affari che potrebbe essere innescato dal nuovo incentivo vale almeno 2,8 miliardi di euro l’anno. La stima dell’Ance si basa sugli effetti finanziari previsti nel Documento programmatico di bilancio, che prevede per il “bonus facciate” un costo complessivo per l’erario di circa 112 milioni di euro nel 2021, il primo anno in cui si manifesteranno gli effetti finanziari sul bilancio statale”.

Idea nata in Francia. A evidenziare la detrazione – che allarga ulteriormente la famiglia dei “bonus” fiscali utilizzabili dagli italiani – è stato il ministro dem dei Beni culturali Dario Franceschini: “Nella manovra c’è una norma coraggiosa che renderà più belle le città italiane. Con il bonus facciate un credito fiscale del 90% per chi rifà nel 2020 la facciata di casa o del condominio, in centro storico o periferia, nelle grandi città o nei piccoli comuni”. La proposta trae ispirazione da una famosa legge francese degli anni sessanta (la cosiddetta loi Malraux, dal nome dello scrittore e politico André Malraux, ministro della Cultura tra il 1959 e il 1968), che ha cambiato l’immagine di molte città della Francia. Il nuovo «bonus facciate» introduce ora nel nostro ordinamento, per il prossimo anno, un credito di imposta del 90% per le spese sostenute per il restauro e il recupero delle facciate degli edifici.

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