Consorzio Rete Fognante
Consorzio Rete Fognante, impianti di Giardini Naxos

La Regione Siciliana nomina un commissario per il Consorzio Rete Fognante e avvia un accertamento ispettivo su alcune scelte gestionali dei Comuni nell’ente comprensoriale per la depurazione delle acque. Lo ha deciso la direzione generale del Dipartimento Autonomie locali che con apposito atto formalizzato nelle scorse ore ha nominato un commissario al quale sono state demandate con funzioni di accertamento ispettivo all’ente consortile di cui fanno parte i Comuni di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola. L’incaricato è il funzionario regionale Carmelo Messina.

Accertamento ispettivo. La Regione ritiene si debba “procedere ad una verifica” con “un accertamento ispettivo presso gli uffici del Consorzio” da espletare nel termine di 60 giorni, da qui insomma alla fine dell’anno. Sotto la lente di ingrandimento della Regione sarebbero finite anche alcune modifiche avvenute nei mesi scorsi nei quadri amministrativi del Consorzio.

I sindaci nel Cda. Come si ricorderà in primavera c’erano state le dimissioni del presidente Mauro Passalacqua, poi respinte dai sindaci e dall’assemblea e dunque rientrate. E contestualmente ci fu proprio in quella stessa occasione, nella convocazione di assemblea del 17 giugno scorso, la decisione dell’assemblea di insediare i quattro sindaci, Mario Bolognari (Taormina), Nello Lo Turco (Giardini Naxos), Alessandro Costa (Letojanni) e Orlando Russo (Castelmola) nel CdA, assumendo loro in sostanza il ruolo di “assessori” della Rete Fognante in affiancamento al riconfermato presidente Passalacqua.

Gli obiettivi. Al Consorzio, in questa fase, l’obiettivo è quello di procedere ad una modifica dello statuto e alla trasformazione dell’ente in società di capitali, con l’opportunità di dare un nuovo assetto formale ma soprattutto tecnico ed operativo ad un ente che ad oggi non ha margini di manovra nemmeno per poter intercettare dei finanziamenti con i quali ammodernare gli impianti.

L’opposizione. A Taormina l’opposizione aveva contestato in Consiglio comunale proprio la presenza dei sindaci nell’assemblea. “Lo abbiamo detto che non possono essere controllori e controllati, e la scelta della Regione di fare questa nomina di un commissario va proprio nella direzione che evidenziavamo noi”, commenta il consigliere di minoranza, Salvo Cilona.

Le presunte irregolarità. L’iter che ha portato alla decisione formalizzata a Palermo era scattato a seguito di una nota trasmessa all’assessorato lo scorso 4 luglio dal segretario generale del Consorzio, Nino Bartolotta (segretario generale del Comune di Taormina) nella quale si richiedere un’attività di accertamento su paventate “irregolarità nella composizione dell’assemblea consortile”. Ciò in riferimento sia alla “costituzione del Consiglio di amministrazione” che alla conseguente irregolare corresponsione dell’indennità/gettoni di presenza”. A questo punto toccherà all’incaricato commissario Messina cercare di far luce e accertare se la procedura attuata al Consorzio nei mesi scorsi fu corretta o meno. Il caso potrebbe avere possibili ulteriori strascichi, anche perché al funzionario regionale è stato richiesto dal Dipartimento Autonomie locali di relazionare sui fatti “con urgenza”, “rapportando, eventualmente, i fatti direttamente all’Autorità giudiziaria competente”.

© Riproduzione Riservata

Commenti