la frana di contrada Lappio
la frana di contrada Costa don Lappio

Dopo l’amara conclusione dell’iter per il finanziamento di contrada Lappio, che era in atto ormai da circa 10 anni, con la Regione che ha revoca la disponibilità a stanziare le somme, il Comune di Taormina prova a “rimboccarsi le maniche” per trovare una soluzione alternativa ma il rischio per i vertici di Palazzo dei Giurati è quello di un’altra beffa. Si punta, infatti, all’opportunità di ottenere un nuovo finanziamento attraverso la struttura del Commissario contro il Dissesto Idrogeologico, e da Palermo sarebbe già emersa la disponibilità a poter verificare la possibilità di sostenere il Comune su questa emergenza. L’ostacolo da superare, tuttavia, sembra essere stavolta proprio la situazione in cui si trova il Comune di Taormina.

L’ostacolo. “I fondi potrebbero essere ottenuti dalle risorse disponibili per i comuni siciliani per quanto concerne il dissesto idrogeologico e ci siamo già mossi per avviare un’interlocuzione con gli uffici del commissario Maurizio Croce – afferma il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Enzo Scibilia -. Ma il problema è che per poter chiedere quei fondi serve la progettazione e al momento il nostro Comune è senza bilancio, il previsionale 2019 non è stato ancora approvato. Quindi bisogna prima reperire le somme e se non prima verranno espletati i passaggi riguardanti il bilancio, non ci sarà la possibilità di poter redigere il progetto e procedere ad inoltrare la richiesta di stanziamento delle somme alla Regione”.

La storia infinita. I vertici di Palazzo dei Giurati non fanno mistero, insomma, delle difficoltà che permangono in quella che sembra una storia infinita, dove purtroppo il lieto fine è lontano e il pericolo invece rimane in agguato. Di certo c’è che dopo la revoca del precedente finanziamento Taormina dovrà ripartire da zero e cercare di trovare una soluzione a fronte di un’emergenza in atto ormai da oltre 15 anni in contrada Costa don Lappio. Non bisognerà ripetere i passi falsi e le lungaggini di un iter che in precedenza si è protratto per cinque legislature e che in definitiva ha portato alla decisione da parte dell’Assessorato al Territorio ed Ambiente di revocare il finanziamento a suo tempo reso disponibile.

La spada di Damocle. Le piogge che caratterizzeranno i prossimi mesi non miglioreranno, evidentemente, la situazione della frana, che pende come una “spada di Damocle” anche sull’autostrada A18. Gli uffici del Commissario contro il Dissesto Idrogeologico, come anche il Dipartimento regionale di Protezione Civile, sono pronti a fare la loro parte e sono già iniziati i contatti sull’asse Taormina-Palermo ma tutto rischia di rimanere relativo se prima il Comune non sbloccherà la questione del bilancio comunale. Si valuterà anche la percorribilità di una procedura d’urgenza, d’altronde tenendo conto di una problematica che va avanti da troppi anni.

Fondi in fumo. La frana è in atto dal lontano 2003 nel costone ai piedi della Via Porta Pasquale, in prossimità della Via Garipoli (bretella A18) e il finanziamento andato in fumo ammonta a circa 800 mila euro. In cima al costone c’è un fabbricato privato visibilmente lesionato dalla frana, l’abitazione di un cittadino che è stata danneggiata in modo tangibile dall’avanzata del fronte franoso. A nulla è servita l’approvazione della perizia di variante, che era stata prevista dal Comune per provare a tenere vive le residue possibilità di non perdere il finanziamento. Ora la speranza è che questo imbarazzante vicenda possa sul serio arrivare ad un punto di svolta.

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