Campo da golf
i lavori del golf prima dell'alluvione del 2011

La premessa è d’obbligo e la prudenza anche: chissà se e quando potranno ripartire i lavori per il campo da golf a Trappitello, i tempi – lo abbiamo detto qualche giorno fa – saranno lunghi, decisamente lunghi, perché nel frattempo le autorizzazioni sono scadute. Ma in queste ore arrivano segnali importanti e interessanti indiscrezioni sullo scenario che potrebbe verificarsi da qui ai prossimi mesi in contrada Vareggio. Il golf a Taormina non è una storia finita e all’orizzonte ci sarebbe, infatti, un colpo di scena.

No alla cattedrale nel deserto. “Il futuro del campo da golf e di quel complesso dipende dal privato, non dal Comune, ma noi siamo fiduciosi e convinti che si possa arrivare ad una soluzione risolutiva. Quell’area non può e non deve rimanere una cattedrale nel deserto”, afferma il vicesindaco di Taormina, Enzo Scibilia, che così commenta gli sviluppi ancora incerti della situazione sul futuro dei terreni di contrada Vareggio, dove a seguito dell’alluvione del 9 novembre 2011 i lavori sono ormai fermi proprio da allora e si rimane in attesa di capire se il cantiere potrà essere riavviato. Di certo c’è che i permessi rilasciati dal Comune sono scaduti e lo conferma anche la Giunta: “E’ così, tutta quella parte autorizzativa riguardante la convenzione con il Comune e la concessione edilizia è scaduta. certamente ci vorrà poi del tempo in ogni caso per valutare la situazione e per le relative determinazioni”, ha evidenziato Scibilia.

La novità. Ma nel frattempo, a quanto risulta, starebbero proseguendo in termini fattivi le trattative per il cambio di proprietà dei terreni dalla “Off Side” a una stimata società del settore alberghiero del Trentino ed emergono nuovi particolari interessanti. Eccola la novità che bolle in pentola. L’acquirente punterebbe in modo deciso a una rivisitazione generale del progetto che prevederebbe soltanto la parte turistico-ricettiva, quella alberghiera insomma, con una club house, mentre escluderebbe tutte le unità residenziali (158 quelle in origine previste). E qui, a sorpresa, sempre se si concretizzerà il cambio di proprietà, l’ampia area residenziale potrebbe essere riconvertita ad altro utilizzo con una proposta per affiancare al golf anche un centro sportivo.

Modello Trentino. La strategia di investimento dell’acquirente punterebbe  con determinazione ad anteporre una logica di turismo sportivo e naturalistico, con una sostanziale riduzione di interventi caratterizzati dal cemento, così al posto degli appartamenti si guarderebbe piuttosto alla nascita di una cittadella sportiva. Il modello sarebbe quello di complessi sportivi presenti nel Nord Italia e proprio in Trentino. Un esempio tra i tanti, da quelle parti ci sono moderne strutture come il Centro Sportivo di Dimaro e Folgarida che al proprio interno dispone di campi da tennis, da calcetto e da bocce, una palestra, spazi per cimentarsi in vari sport, percorsi naturalistici e un’area giochi per bambini, ma soprattutto ha un campo da calcio regolamentare. Ciò potrebbe attrarre, a quel punto, l’interesse anche di società sportive professionistiche per i ritiri estivi. E’ ancora presto per capire se questo scenario rimarrà una suggestione o se diventerà concreto ma indubbiamente, se così, fosse, la prospettiva potrebbe cambiare in termini significativi. Intanto il Comune di Taormina fa già capire che non direbbe di no a questa soluzione.

Turismo invernale. “Non sappiamo se maturerà questa eventualità ma noi saremmo favorevoli, in tal caso, all’idea di un polo sportivo e di una cittadella a Trappitello – afferma Scibilia – In questo caso la Città di Taormina diversificherebbe la sua offerta e non sarebbe più soltanto quella basata su turismo balneare e congressuale ma si potrebbe anche avviare davvero un percorso per fare turismo nei mesi della bassa stagione, intensificare l’offerta invernale e allungare l’attuale stagione. Il destino del complesso di contrada Vareggio, come detto, dipende dai privati, da chi detiene la proprietà e da chi è interessato a rilevare quell’area, noi rispettiamo i ruoli, anche se possiamo certamente dire che auspichiamo quei luoghi non rimangano abbandonati. Le opere vanno riprese e completate, anche valutando le eventuali opportune modifiche”.

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