il PalaNaxos di Giardini

L’Amministrazione comunale di Giardini ammette ufficialmente che ogni tentativo di rifunzionalizzare il PalaNaxos “è stato vano” e che i contatti con alcuni privati per trovare un ente gestore sono giunti ad una “fumata nera”. Così il vicesindaco Carmelo Giardina fa il punto della situazione sulla struttura che per anni è stata la location simbolo della città per eventi importanti e che aveva contribuito ad incrementare il turismo fieristico della cittadina jonica; una tendostruttura adesso chiusa da diversi anni e sprofondata nel degrado.

Partenariato pubblico-privato. “Il 21 Marzo 2016 – afferma Giardina – era stato approvato in Giunta un atto di indirizzo per la riqualificazione e gestione del PalaNaxos, già allora in uno stato di avanzato degrado e totale abbandono. Si provvedeva quindi, quale primo step, l’accatastamento della infrastruttura sino ad allora non ancora effettuato. Quindi si era fatto ricorso al Partenariato Pubblico-Privato. Nel frattempo, un impresario di Catania, dopo vari sopralluoghi ed in seguito ad acquisizioni di dati e dettagli, aveva mostrato particolare interesse sull’argomento ma, sul punto di presentare una Finanza di Progetto, ha rinunciato all’iniziativa. Giardina svela anche un retroscena: “La rinuncia del privato sarebbe avvenuta su suggerimento di una figura di rilievo dell’Amministrazione Comunale”.

Il forfait dei privati. “E’ rimasto infruttuoso l’avviso del bando – continua Giardina -, ci furono allora dei contatti diretti, tramite PEC, con cui s’invitavano importanti agenzie fieristiche (Milano, Bologna, Bari ecc.) a manifestare eventuale interesse per la riqualificazione e gestione del centro fieristico, ma anche questa volta nessuna risposta. Nel 2018 erano iniziati dei contatti con un importante studio di Catania, in associazione con un gruppo della capitale, che dopo vari sopralluoghi, propose uno studio di fattibilità allettante e ambizioso. Purtroppo anche qui, assunti ulteriori elementi tecnici e dettagli ambientali, la società ha ha rinunciato. E’ come se fattori esterni impedissero, ogni volta un’impresa si propone, di concretizzarne il progetto. Ritenteremo sino a fine mandato la ricerca di possibili promotori. Se ogni avviso risulterà inutile, date le condizioni sempre più fatiscenti della struttura, bisognerà valutare l’inserimento del bene nel piano delle alienazioni, in quanto potrebbero sorgere anche preoccupazioni legate alla sicurezza del manufatto. Ovviamente, per correttezza, questa soluzione è demandata alla futura Amministrazione”.

© Riproduzione Riservata

Commenti