l'Asp Messina studia un progetto di Telemedicina per il Ccpm Taormina

Il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina potrebbe arricchire la sua offerta specialistica nel trattamento dei piccoli pazienti attraverso un progetto di Telemedicina. Si tratta di un’opportunità al vaglio dell’Asp Messina, sovrintesa dal direttore generale Paolo La Paglia, che sta valutando la fattibilità di attuazione di questa iniziativa in chiave futura per rendere ancor più efficace ed immediata, in tempo reale, la risposta sanitaria alle richieste di intervento che arriva da un’utenza sempre più vasta da tutta la Sicilia ed anche da altre regioni italiane e dall’estero.

Il progetto. “La Cardiochirurgia pediatrica – ha evidenziato il primario del Ccpm Taormina, dott. Sasha Agati – è una di quelle specialità che ha delle peculiarità ben precise. La telemedicina è uno sviluppo molto importante per rendere ancora più all’avanguardia il trattamento specialistico dei bambini. Basta un elettrocardiocardiogramma, una radiografia del torace e avere alcune immagini di eco per disporre di un quadro abbastanza chiaro su quello che sta succedendo e sull’evoluzione. Questa progettualità potrebbe riguardare i Paesi in via di sviluppo ma anche in Regione Sicilia e metterebbe in contatto continuo, visto che il Ccpm qui è l’unico attivo sul territorio regionale, tutte le realtà che ne facessero richiesta. Quindi dalle Pediatrie ai Pronto Soccorso e le Neonatologie tutti sarebbero in contatto con noi e ciò consentirebbe di dare la migliore risposta nel più breve tempo possibile, riducendo al minimo il tempo di distanza tra arrivo in ospedale e presentazione del caso clinico e diagnosi o esclusione di diagnosi. Non è una cosa che si può realizzare in breve tempo ma l’idea e la volontà di fare questa cosa c’è ed è concreta e la sta valutando l’Asp Messina ed in particolare il direttore generale, dott. La Paglia”.

La procedura. La telemedicina e il telemonitoraggio potrebbero, quindi, migliorare ulteriormente la già qualificata offerta specialistica in atto a Taormina. Ma cerchiamo di conoscere meglio questa procedura. Nell’ambito, infatti, della diagnostica clinica, mediante la telemedicina è possibile per un medico effettuare la diagnosi su un paziente che non è fisicamente nello stesso posto del medico, attraverso la trasmissione a distanza di dati prodotti da strumenti diagnostici. La second opinion medica è una delle applicazioni più comuni nell’ambito della telemedicina: essa consiste nel fornire un’opinione clinica a distanza supportata da dati acquisiti inviati ad un medico remoto che li analizza e li referta, producendo di fatto una seconda valutazione clinica su un paziente. Le tecniche telemediche di fatto favoriscono anche applicazioni di formazione a distanza, nelle quali il medico remoto può specializzare i medici che chiedono una second opinion su un caso clinico attraverso tecniche di e-learning. La classificazione più comune della telemedicina è effettuata a partire dal settore medico al quale viene applicata:

1) telepatologia: branca della telemedicina che prevede il trasferimento di immagini digitali macroscopiche e microscopiche a scopo diagnostico o educativo mediante la 2) tecnologia informatica;
3) teleradiologia
4) telecardiologia: trasmissione e refertazione a distanza di un elettrocardiogramma;
5) teledermatologia
6) teleneurologia
7) teleriabilitazione: erogazione di servizi riabilitativi attraverso le reti di telecomunicazione ed internet;
8) teleconsulto: visite tra medico curante e paziente mediante sistemi di video-conferenza.

Sperimentazione. I primi esperimenti di telemedicina sono stati condotti per permettere un’adeguata assistenza nelle aree geografiche più remote o in situazioni disagiate (perforazioni petrolifere su piattaforma off-shore, spedizioni artiche o spaziali). In seguito, con la diffusione di tecniche di compressione dati più efficaci e di reti sempre più veloci, si è arrivati ad inviare via rete fissa anche dati voluminosi, come ad esempio le immagini di una tomografia computerizzata (TC). In Italia, una delle prime applicazioni di telemedicina è consistita nella trasmissione sperimentale di elettrocardiogrammi a distanza, iniziata nel 1976, utilizzando le normali linee telefoniche. In seguito, negli anni ottanta, l’allora SIP lanciò un vero e proprio “cardiotelefono”.

Il progresso. Da allora, in un contesto di continuo progresso delle metodiche, sia in termini informatici che di alta specializzazione degli operatori, gli enti di ricerca, le università, le società scientifiche, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ed il Ministero della Sanità, lavorando a diversi progetti (Programma Nazionale di Ricerca e Formazione in Telemedicina del MURST, tre Progetti strategici/speciali del CNR: “Sistemi Esperti in Medicina”, “Sistemi Informatici in Biomedicina”, “Robotica in chirurgia”, ecc.), hanno puntato con convinzione su questa opportunità e si è inteso procedere anche all’attivazione di un master in telemedicina in alcune università (ad esempio a Pisa), all’organizzazione di importanti convegni sul tema ed alla crescita esponenziale dei servizi disponibili, con 12.000 pazienti tele-assistiti all’anno e 50 aziende operanti in questo settore (dati del 2002). Fanno parte oggi della telemedicina anche tutte quelle soluzioni per smartphone, ovvero applicazioni di tipo clinico-medico, che permettono all’utilizzatore di gestire la propria salute attraverso il proprio cellulare educandolo soprattutto alla prevenzione delle malattie.

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