il dott. Rosario Famulari

Scongiurato il rischio di chiusura, che sino a qualche tempo fa aleggiava come una spada di Damocle su questo reparto, a Taormina l’Unità operativa complessa di Urologia dell’ospedale San Vincenzo rilancia la propria attività e si pone adesso all’avanguardia in ambito regionale anche attraverso nuove tecniche di intervento. Il reparto di Urologia del “San Vincenzo”, in passato si è distinto (prima nel vecchio nosocomio e poi nel nuovo ospedale) sotto la direzione del “padre nobile” di questo reparto, il prof. Rocco Cappello, che ha lanciato e fatto crescere questa unità operativa. Oggi l’Urologia al San Vincenzo è una realtà unica per specialità nell’intera Azienda sanitaria provincia di Messina, sotto l’abile guida del dott. Rosario Famulari (facente Funzione della struttura ed allievo proprio del prof. Cappello), dal dott. Rosario Campo, dal dott. Riccardo Castro e dal dott. Giacomo Contarino, con il prezioso supporto della caposala Tina Casale.

L’utenza. La chiusura dell’Unità Operativa di Urologia del nosocomio di Barcellona, ha fatto si che molti pazienti provenienti da Barcellona, Milazzo, Mistretta e altri luoghi di quel versante, vengono dirottati su Taormina e qui vengono curati dai medici dell’UOC di Urologia del “San Vincenzo”. Per ciò che concerne l’iter endoscopico e chirurgico Taormina, dunque, è diventata un riferimento importante per un fetta di territorio molto esteso, che raccoglie una utenza proveniente sia da una parte del territorio catanese che, molto rilevante, di quello messinese. L’attività ospedaliera della struttura, supportata con attenzione dalla direzione generale dell’Asp, che fa capo al dott. Paolo La Paglia, svaria dall’aspetto medico a quello endoscopico e chirurgico. Qui arrivano pazienti provenienti dai territori di Randazzo, Piedimonte, Giarre, Calatabiano e altri che giungono a Taormina in quanto le recenti problematiche dei nosocomi di Giarre ed Acireale, per quanto concerne ricoveri e attività operatoria, non consentono di venire incontro alle patologie della vasta utenza che affluisce. L’attività endoscopica è completa, ed inoltre questo reparto guarda avanti, in particolar modo alle tecnologie avanzate dotate di mini invasività.

Le nuove sfide. Si sta adesso avviando un’attività operatoria rivolta i pazienti con ipertrofia prostatica e disturbi ostruttivi delle basse vie urinarie, caratterizzata dalla mini invasività e dalla ridotta degenza con minori disagi rispetto ad altre tradizionali tecniche nel post-operatorio. Inoltre è in fase di avvio l’attività laparoscopica, oggi cruciale per ridurre la degenza e garantire una minore invasività per patologie del rene, della vescica e della prostata. Si punta, insomma, a trattare sempre più con efficacia l’utenza che qui trova un valido punto di riferimento.

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